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Calciopoli: la Juventus può chiedere la revisione del processo sportivo, ecco perché

Questa notte la Cassazione ha emesso la sentenza definitiva su Calciopoli. Sono passati nove anni dallo scandalo peggiore che il calcio italiano abbia mai regalato alle cronache mondiali, dunque capitolo chiuso? Non proprio. La Cassazione ha infatti stabilito che i reati commessi da Moggi e Giraudo sono caduti in prescrizione, ma cosa ancora più eclatante non è la prescrizione dei due “capi della cupola”, ma l’assoluzione di tutti gli otto arbitri precedentemente indagati. Al terzo grado erano arrivati solo in tre: De Santis, Dattilo e Bertini, gli ultimi due inizialmente condannati, sono stati assolti da qualsiasi reato. Tra i trentasette imputati iniziali l’unico a essere condannato in via definitiva è stato De Santis, delle oltre cinquanta partite “aggiustate” ne sono rimaste soltanto cinque.

Dunque la domanda sorge spontanea: su cosa si reggeva la famigerata Cupola, come faceva ad aggiustare le partite se soltanto un arbitro è stato condannato? Questa è anche la domanda che si pone la Juventus, con il suo presidente Andrea Agnelli in prima linea. Ora si attendono, con ansia, le motivazioni della sentenza per decidere se rivolgersi alla giustizia ordinaria per avere indietro i due scudetti (2004/2005 e 2005/2006) e per ottenere il risarcimento di 444 milioni chiesto dalla Juventus alla Figc.

Calciopoli è dunque tutt’altro che un capitolo chiuso, siamo certi che la Juventus vorrà portare fino in fondo le proprio ragioni, dato che già dalla sentenza di Napoli era stata escluse qualunque responsabilità civile della società. La Juventus, oltre ai due scudetti, ha intenzione di chiedere 444 milioni di risarcimento, cifra astronomica che rischierebbe di mandare l’intero mondo italiano del pallone nel fallimento. La cifra esatta è stata così calcolata: calo in borsa (130 milioni), svalutazione del marchio (110 milioni) mancata partecipazione alla Champions League ( 80) diminuzione diritti tv (40)cessione frettolosa dei propri campioni (60) e altro. Ci apprestiamo, dunque, a entrare in un altro capitolo della saga Calciopoli che continua a non farci fare bella figura agli occhi del mondo, a quasi dieci anni di distanza.

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