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Calcioscommesse, Gervasoni vuota il sacco: “Ho truccato una dozzina di partite”

Carlo Gervasoni, protagonista assoluto dell’inchiesta sul calcioscommesse, ha deciso di vuotare completamente il sacco. L’ex difensore del Piacenza lo ha fatto ai microfoni di Mediaset, in un’intervista riportata per prima dalla Gazzetta dello Sport. Gervasoni è balzato agli onori della cronaca nel momento in cui è esplosa la bomba del calcioscommesse, nel giugno del 2011, quando venne accusato di aver combinato la partita Atalanta – Piacenza , insieme al capitano nerazzurro Cristiano Doni. “Ho truccato una dozzina di partite – ammette Gervasoni – ho addirittura provato a truccarne alcune in cui non giocavo.”

“Gli italiani erano quelli che all’inizio si ponevano parecchi problemi. Ma poi quando si ritrovavano con la mazzetta in mano era tutto più semplice. E’ difficile dare un numero esatto di quanti calciatori ho contattato – prosegue Gervasoni senza freni – ma senza dubbio sono almeno una sessantina. Di questi solo in due hanno detto di no, un italiano e uno straniero. Lo scandalo del calcioscommesse è iniziato quando gli zingari iniziarono a corteggiare Gervasoni e gli altri, immediatamente accecati dal guadagno facile. “La prima partita truccata la proposi a circa 6-7 giocatori. Si tratta di Albinoleffe – Pisa del febbraio 2009. Il clan era molto organizzato, ci cambiavano le sim ogni 20-30 giorni. Per il resto si usava Skype.”

“Difficile non farsi coinvolgere quando per un anno non prendi lo stipendio, mentre gli zingari davano solo a me, perfino 80 mila euro a partita. Non dormivo tranquillo, ma avevo un’adrenalina positiva. Mi sentivo una m****. Poi Gervasoni si concentra sulla famosa Atalanta – Piacenza: “Pensavo di essere l’unico coinvolto nella combine, ma durante il riscaldamento Doni mi chiese se fosse tutto ok. Da lì fu tutto chiaro. Il problema era che loro non riuscivano a segnare, per fortuna l’intervento maldestro di un mio compagno non coinvolto regalò un rigore all’Atalanta. Ero terrorizzato che pareggiassimo, per questo decisi di intervenire e regalare un altro rigore. Gervasoni è stato radiato e ora ammette di essere pentito: “Ho voluto togliermi un peso. Ho avuto davvero paura di andare in carcere dopo le intercettazioni, ma credo che se non mi avessero beccato starei ancora continuando.

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