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Caltanissetta: assassino intercettato da una microspia nella tomba

due anni e mezzo dal delitto, è stato arrestato l’assassino di Piero Di Francesco, giovane siciliano di 32 anni. Il 9 gennaio 2012 a Riesi (Caltanissetta), vicino alla «Tecnoambiente», ditta di smaltimento di rifiuti, inceneriva l’auto del giovane Piero, titolare di un’azienda familiare. A scoprire la sua brutale morte, era stato il padre, Stefano Di Francesco. L’ipotesi del suicidio, suggerita dal padre non aveva convinto le autorità in quanto Piero conduceva una vita normalissima. Secondo l’autopsia, il giovane fu stato colpito alla testa e in seguito arso vivo: lo confermano le tracce di idrocarburi presenti nei polmoni.

Assassino intercettato da una microspia nella tomba

L’omicidio è stato confessato dallo stesso padre che, davanti alla lapide del figlio, ignaro della cimice installata dai carabinieri, ha pronunciato le seguenti parole: «Cricchietto, ah, tuo padre che ti fece?». Secondo gli inquirenti sarebbe una confessione. Il 64enne è stato arrestato con l’accusa di omicidio, avvenuto a seguito di una lite per il controllo della ditta familiare.

La lite sarebbe nata quando l’uomo, dopo aver fallito e ceduto l’azienda ai figli, avrebbe voluto riprendere le redini della ditta. I figli, non accettarono anche a causa dei suoi contatti con alcuni pregiudicati della zona. Sei mesi prima del presunto omicidio, il padre avrebbe anche manifestato episodi di violenza colpendo Piero con delle martellate alle ginocchiaStefano Di Francesco in un’altra intercettazione aveva pronunciato amareggiato: «doveva morire l’altro figlio e non Piero»La sua confessione nel cimitero non è dunque avvenuta soltanto con la sua coscienza.

 

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