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Caltanissetta, studente guadagna scrivendo bufale razziste sul web: fermato dalla polizia postale

L’ultima storia sconvolgente che riguarda il mondo del web arriva da Caltanissetta, dove uno studente ha cominciato a scrivere bufale razziste su un portale che ha riscosso sempre più successo, ottenendo un numero incredibile di condivisioni e permettendogli di guadagnare cifre tutt’altro che inconsistenti.

Intervistato in esclusiva da Maurizio Di Fazio de L’Espresso, lo studente – il cui sito Senzacensura.eu è stato recentemente bloccato dalla polizia postale – ha dichiarato candidamente di “non aver agito per risentimento nei confronti di soggetti di diversa nazionalità”, ma di aver voluto attirare l’attenzione sul proprio portale “guadagnando, con i banner pubblicitari, dagli ingressi degli utenti”. E deve avere guadagnato molto, se è vero che il portale viaggiava sulle 500mila visite al mese. Dal canto suo, Gianluca Lipari – questo il nome del ragazzo – si è difeso dichiarando che le sue notizie erano evidentemente false e “solo chi non ha facoltà di discernimento poteva crederci.”

Un esempio delle bufale? La notizia dal titolo “Immigrato violenta bambina di 7 anni. Il padre gli taglia le p***** e gliele fa ingoiare” gli è valsa 500mila visite. Pezzi del genere sono diventati virali, attirando un numero impressionante di like – anche grazie alla fitta rete di amicizie che il ragazzo vantava su Facebook, oltre le 3.000 unità – e aumentando esponenzialmente il volume delle visite.

Ma ora il gioco è finito.

In apertura: Image Credit: GaudiLab/Shutterstock.com

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