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Cameron e l’addio all’Europa

“Non sono un isolazionista, ma vorrei un’ Europa migliore: l’obiettivo dell’Unione Europea è quello di garantire la prosperità”. Queste sono le prime parole pronunciate dal premier britannico David Cameron nell’atteso discorso alla Nazione previsto la scorsa settimana e poi rimandato a causa della crisi degli ostaggi in Algeria, un intervento sui rapporti tra il Regno Unito e l’Unione Europea. Alla domanda sul perché “sollevare interrogativi sul ruolo del Regno Unito in questo momento”, il leader britannico dichiara che esistono tre grandi sfide fondamentali: la prima è “il problema dell’euro zona, che sta portando verso dei cambiamenti fondamentali”, la seconda è la “crisi della competitività europea” e la terza il sempre maggiore “divario tra Unione Europea e cittadini negli ultimi anni, che rappresenta una mancanza di senso democratico”.

“Se non affrontiamo queste sfide” ha sottolineato Cameron, “il pericolo è che l’Europa fallisca e che il popolo britannico chieda di uscire dall’Unione Europea e io non lo voglio questo. Voglio un rapporto che ci unisca all’Unione Europea”. Come previsto dalle attese di questi giorni, il capo del governo conferma la scelta del referendum sull’Unione Europea: “la parola deve andare ai cittadini”, sostiene, perchè “la delusione nell’Unione Europea è ai massimi livelli”. La consultazione, si terrà entro il 2017, che prevederà un’unica e semplice domanda: “Dentro o fuori” dall’Unione Europea ? Ma attenzione, avverte il premier, “il biglietto di uscita dall’Unione è di sola andata”. La notizia ha scosso l’ambiente politico europeo dal quale sono attese, nelle ultime ore, le dichiarazioni di molti leader e di illustri esponenti dell’Unione Europea, in risposta alle forti domande su delle chiare questioni sollevate dal premier inglese.

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