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Camille Pissarro, l’anima dell’Impressionismo: una mostra pulsante a Pavia da non perdere

Poniamoci questa domanda : quando sentiamo parlare a vario titolo dei pittori Impressionisti, quali sono i nomi che ricordiamo ?
Sicuramente quelli di Van Gogh, Monet, Cézanne,Renoir…difficilmente il primo pensiero va a Pissarro: immeritatamente fra i meno conosciuti e celebrati. Eppure Camille Pissarro fu il più Impressionista fra gli Impressionisti, fu lui a scrivere la lettera di fondazione del movimento nonché l’unico artista ad esporre in tutte le otto mostre dedicate agli Impressionisti tra il 1874 ed il 1886. Grazie al suo forte temperamento ed al suo innato carisma, Pissarro fu senza ombra di dubbio una figura di spicco all’interno del gruppo, e divenne punto di riferimento per molti giovani artisti talentuosi e squattrinati, che cercavano di affermarsi, come Paul Gauguin e Vincent Van Gogh, mentre Cézanne affermava che ” l‘umile e colossale Pissarro fu per me un padre”.
camille pissarro

Camille Pissarro, l’anima dell’Impressionismo, questo è il titolo dell’ esposizione che Alef -cultural project management- ha portato al Castello Visconteo di Pavia, con la consulenza scientifica di Philippe Cros. La mostra presenta una selezione di opere provenienti dai più importanti musei del mondo quali il Thyssen Bornemisza di Madrid, il Brooklyn Museum di New York, il National Museum di Belgrado, il Mnar di Bucarest, la Johannesburg Art Gallery, la National Gallery of Denmark ed altre ancora.
Questa mostra ha come obiettivo quello di proporre al pubblico un percorso espositivo ricco di effetti speciali e di emozioni, che permetterà di scoprire e di entrare in contatto diretto il Pissarro artista ed uomo. Ed è proprio il pittore, che attraverso un suggestivo racconto fatto in prima persona, accoglie, introduce ed accompagnare il visitatore sala per sala.
Abbiamo così modo di apprendere i passaggi più significativi della vita di questo grande artista: dalle origini a Saint Thomas nelle Antille, al trauma della guerra franco-prussiana con la devastante esperienza della distruzione del suo atelier, con decine e decine di opere andate perse per sempre. La mostra non è quindi un’esposizione inanimata, ma diventa uno spettacolo sensoriale coinvolgente, dove le tele esposte si animano attraverso le parole di Pissarro, mentre suggestive immagini sono proiettate all’interno degli spazi e nel contempo vengono anche sprigionate fragranze, selezionate in base agli argomenti trattati.  Nell’ultima sala espositiva della mostra, si possono ammirare due tra i quadri più belli di Pissarro: Boulevard Montmartre e Place su Théatre Francais. Quadri che potrebbero rappresentare una sorta di testamento artistico dove Pissarro ormai vecchio a causa una malattia agli occhi non può più dipingere “en plain air” e deve così rinunciare a ritrarre i campi che tanto ama, con i covoni ed contadini intenti a lavorare. Per curarsi l’artista si reca spesso a Parigi dove alloggia all’Hotel de Russie e dalla sua camera ritrae dall’alto diversi aspetti di questa Parigi che cambia, che si sta modernizzando seguendo il nuovo piano urbanistico voluto da Napoleone III ed attuato dal Prefetto di Parigi barone Haussmann : grandi boulevards alberati, piazze, fontane…ma al centro dei suoi quadri Camille Pissarro colloca sempre l’uomo, in questo caso la folla brulicante che si accalca nei boulevards.
La mostra al Castello Visconteo di Pavia chiuderà i battenti il 2 Giugno: assolutamente da non perdere.

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