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Camminare Lentamente nel Monferrato: itinerari e rivoluzione ‘slow’ [INTERVISTA]

Camminare lentamente per godersi tutte le sfumature del paesaggio, ma anche per ri-incontrare l’altro e condividerne le esperienze. Se vi affascinano gli itinerari a ritmo “slow”, ma non li avete mai sperimentati o siete alla ricerca di ispirazione, continuate a leggere: Urban Viaggi ha incontrato per voi Angelo Gilardi e Paolo Tessiore, grandi camminatori e arguti osservatori della natura e della realtà, nonché fondatori dell’Associazione “Camminare Lentamente” nata tra Chieri (Torino) e Villanova d’Asti e che ora ha sede proprio in quest’ultimo paese.

Qual è la vostra filosofia?
“Penso che il nome della nostra associazione già esprima il senso della nostra scelta filosofica, direi anche di vita. La frase di un vecchio scritto della Boscaglia, un’associazione ormai scomparsa, dice: “La passione per il camminare, per poter osservare, gustare, assaporare, nel modo più ampio e profondo possibile, in armonia con i ritmi della natura, tutto ciò che si incontra, è per noi un importante punto di riferimento, una profonda scelta di vita. Nella società del tempo sempre più frenetica e superficiale, dell’arrivare comunque, camminare è una terapia dell’anima. E’ ritrovare se stessi insieme ai propri passi. E’ comunque un rallentare. E oggi, non è poco”. Ecco ci siamo ispirati a questo, non siamo un gruppo sportivo, crediamo in un mondo diverso, e per questo camminiamo; collaboriamo con Libera Asti, Cooperative del Commercio equo e solidale, Salviamo il Paesaggio e difendiamo i territori e le associazioni culturali e ambientaliste.”

Quali sono gli obiettivi della vostra associazione?
“1. Favorire la pratica sportiva del trekking e dell’escursionismo (ovvero “il camminare”) per approfondire gli aspetti naturalistici, ecologici e storici del territorio, facendone conoscere e valorizzando le bellezze monumentali e ambientali, le risorse culturali ed enogastronomiche;
2. Far riscoprire, lentamente, a piedi, il fascino e le ricchezze del territorio piemontese, percorso da una fitta rete di sentieri e di mulattiere, che sono stati progressivamente trascurati e con i processi di urbanizzazione, sono via via andati persi o semplicemente dimenticati;
3. Promuovere la vita in armonia con la natura, la voglia di camminare lentamente, le buone pratiche per vivere meglio e mitigare il cambiamento climatico. Siamo una specie sociale e oggi quello che ci manca è la relazione umana e questa tentiamo di favorire;
4. Sensibilizzare i cittadini e le istituzioni su temi oggi fondamentali, quali la lentezza come valore sociale, la qualità della vita nel territorio urbano e non urbano;
5. Fare rete, ampliare i contatti con le altre realtà che hanno la nostra stessa filosofia, impegnandoci in prima persona per sostenere uno stile di vita più sobrio e sostenibile, ossia capace di futuro.”

Com’è nata la vostra associazione?
“La nostra storia è forse troppo lunga da raccontare! Ci siamo conosciuti il giorno di Ferragosto del 2009; dopo una camminata ed il successivo pranzo nel piccolo centro del Basso Monferrato, io e Angelo abbiamo iniziato un lungo cammino insieme, incontrando sui sentieri del nostro amato Piemonte tanti altri amici, ovvero Edoardo, Bruno, Patrizia, Giorgio, Maria Ida, Romano, Giuseppe: occasione che ha permesso la nascita e lo sviluppo di un’associazione, che oggi ha superato i mille soci e che organizza oltre 25 passeggiate ogni anno.”

Perché camminare può essere considerata una “rivoluzione”? (ho visto che sul vostro portale avete nominato il libro di Adriano Labbucci…).
“Il libro di Adrano, che orgogliosamente possiamo definire un amico, visto che ha partecipato ad alcune nostre iniziative in questi anni, è stato per noi una guida: è piacevole muoversi all’aria aperta, ma questo non basta. Questo mondo, così straordinario e meraviglioso a vedersi, non segue il sentiero che vorremmo, non rotola armonicamente verso pace, bellezza, felicità, tolleranza, giustizia sociale…
Non possiamo stare a guardare, accettare un sistema che devasta il Pianeta ed elimina gli esseri viventi che lo abitano per produrre beni effimeri ed insostenibili. Così suggerisce Adriano Labbucci “Cambiare senso, cambiare marcia, questa la nostra prima finalità….Camminare vuol dire pensare, è anzi una modalità di pensiero. Un pensiero pratico. Il camminare è un modo per riflettere di libertà, uguaglianza, resistenza, progresso, e tante altre cose…Camminare…una rivoluzione”.”

Dove organizzate camminate quest’anno? La maggior parte dei vostri trekking si svolge in Piemonte, giusto?
“Nel 2016 sarà ancora il Piemonte il territorio in cui si svolge la maggior parte delle nostre iniziative, ed in particolare il Monferrato, la Collina torinese, il Roero e le Langhe; inoltre, come ogni anno, avremo due uscite al mare in Liguria e, finalmente, dato che questo è l’anno nazionale dei Cammini storici, ci spingeremo, a giugno, fino in Toscana, per un trekking da San Gimignano a Siena, sulla via Francigena. Inoltre sono in programma altre camminate di più giorni: nel ponte del 25 aprile un trekking nel Monferrato da Cerro Tanaro a Casale Monferrato, ritornando al Tanaro, che abbiamo accompagnato per tutto il percorso lo scorso luglio. Poi a luglio saremo in Val di Susa per un altro tratto della Francigena, a settembre invece percorreremo il Grande Sentiero del Roero fino a Bra ed infine in occasione della Giornata nazionale del Camminare, organizzata da Federtrek saremo sulla Collina torinese con l’Anello Verde dei bellissimi parchi del capoluogo piemontese. Ci saranno poi, come sempre, tante camminate domenicali, che sono la nostra caratteristica principale e che portano ogni volta centinaia di persone a passeggiare lentamente con noi e a vivere una giornata serena e piacevole tra amici, che si conclude poi con merende e cene insieme.”

Spesso gli italiani sono spaventati dalle temperature invernali, al punto da rimandare ogni attività “outdoor” alla primavera. Avete qualche itinerario da consigliare in questi mesi, qualche sentiero che in inverno diventa ancora più bello?
“Da sempre sulle colline piemontesi le giornate invernali, offrono, soprattutto nel primo pomeriggio, paesaggi meravigliosi ed una limpidezza senza eguali; senza considerare che il cambiamento climatico ormai, e lo diciamo con molta preoccupazione, ha fatto scomparire l’inverno.
Comunque tornando ai consigli, suggeriremmo due luoghi per una passeggiata priva di grandi difficoltà che si può effettuare in poche ore. Il primo è il bellissimo sentiero che da Sassi porta fino a Superga, a pochi passi dal centro di Torino. Si può raggiungere Superga con la Dentera, e da lì scendere fino a Sassi, il percorso è molto piacevole.
Infine il Roero e le sue splendide colline, che sono caratterizzate da sentieri spettacolari e anche molto ben segnalati, frutto dell’impegno, soprattutto dell’Ecomuseo delle Rocche e del Roero, che ha sede a Montà d’Alba. Per esempio, un itinerario sorprendente e bellissimo è quello che porta da Guarene, piccolo centro con un meraviglioso castello, a pochi chilometri da Alba a Magliano Alfieri, altro centro con un bellissimo castello. Nelle giornate invernali il panorama è veramente incredibile e spazia dalle Alpi, in cui svetta il Monviso, passando per il Tanaro, con le sue anse e i suoi calanchi, fino ad arrivare alle Langhe, ora Patrimonio mondiale dell’Unesco.”

Se non sbaglio, vi occupate anche di itinerari gastronomici: quali sono le vie del gusto “imperdibili” in Piemonte?
“Abbiamo iniziato a camminare anche per scoprire, senza fretta, luoghi in cui fermarsi a mangiare o a bere un buon bicchiere di vino, e devo dire che nella nostra regione c’è l’imbarazzo della scelta.
Più che di vie del gusto parlerei di “scoperta”, almeno per chi ha la fortuna di disporre di tempo ed è lontano dalla logica del turismo “mordi e fuggi”. Meglio soffermarsi un po’ di più in un luogo, fare una bella passeggiata e conoscere la gente: le sorprese non sono solo paesaggistiche, ma anche gastronomiche.
La collina piemontese è caratterizzata da piccoli, se non piccolissimi centri, che fortunatamente non mancano di eccellenti ristoranti, ad esempio nel Monferrato o l’alta Valle del Tanaro ci sono zone in cui mangiare bene e a prezzi economici.
Nelle nostre passeggiate molto spesso proponiamo l’assaggio di prodotti tipici di quel territorio, veramente a km 0, andando a conoscere chi li produce, a visitare le loro aziende per farsi raccontare la loro storia e come è nata la loro attività. Questa è economia, sana e sostenibile.”

Quali sono le accortezze da avere se si vuole prendere parte a un trekking di una trentina di chilometri al giorno? Quanto bisogna essere allenati?
“L’allenamento è fondamentale; per camminare per tanti chilometri, senza poi doversene pentire, bisogna essere ben preparati. Il consiglio è quello di camminare anche per pochi chilometri, ma tutti i giorni.
Per camminare serve pochissimo, è un’attività economica: servono soprattutto scarpe da trekking efficaci, con suola robusta e adatta ad ogni terreno e calze rinforzate. Bisogna avere uno zaino leggero e quindi studiare con attenzione cosa portare e cosa lasciare a casa: anche questo è un esercizio utilissimo, che ci abitua e ci fa capire di cosa abbiamo realmente bisogno (pochissimo) e di ciò che è superfluo (moltissimo).
E poi fondamentali sono le motivazioni: se c’è la passione, la voglia di conoscere e di arrivare alla meta prefissata, si superano le difficoltà e la fatica. E il giorno dopo si riparte con rinnovata carica ed energia, anzi se possibile ancora maggiore.”

Tre vantaggi del passeggiare “slow” che forse non tutti conoscono.
“Molto semplice: osservare il mondo con attenzione ai minimi particolari, attività che non sappiamo più fare e che è possibile solo se camminiamo lentamente. Vi siete mai fermati a guardare le api volare di fiore in fiore riempiendo le sacche polliniche, la danza amorosa dei cervi volanti nel mese di maggio, il picchio rosso che fora con perfezione geometrica l’albero per cercare insetti, di cui si alimenta?
Un altro vantaggio è quello di conoscere le bellezze del nostro paese, soprattutto dei piccoli e piccolissimi centri dell’Italia minore, ricchissimi di storia ed arte. Relazionare, parlare, raccontare, in poche parole incontrare e condividere. Provate a pensare a quelle scatole a 4 ruote in cui viviamo da anni che ci hanno privato del piacere dell’incontro; camminare è l’opposto, non si fa che incontrare l’altro/altra. Siamo esseri sociali, abbiamo bisogno, per vivere, di stare con gli altri e magari condividere le esperienze.
Viaggiando con lentezza, a 4 km all’ora, si possono imparare tutte queste cose.”

In apertura: foto delle Langhe – Image Credit: Erick Margarita Images/Shutterstock.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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