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Campioni di provincia, intervista esclusiva a Riccardo Pasi: “Ad Imola per tornare in Serie A”

Tra le fila dell’Imolese Calcio, formazione che milita in Serie D, c’è un’ala destra di 25 anni che ha calcato i campi di Serie A e che per anni è andato vicino alla consacrazione nell’olimpo del calcio senza tuttavia mai riuscire a completare l’opera: si tratta di Riccardo Pasi, con un passato tra Bologna e Parma, che ha deciso di ricominciare dalla provincia la sua rincorsa verso la massima serie. Abbiamo fatto due chiacchiere con lui parlando di questo grande salto e degli obiettivi futuri.

Dalla Serie A alla Serie D il passo è grande. Com’è stato l’ambientamento?

“Sinceramente pensavo che il livello fosse più basso, le squadre che sono davanti sono molto attrezzate. C’è il Parma ad esempio che non ha nulla a che fare con la categoria. E’ un campionato molto duro e competitivo.”

Come mai hai scelto l’Imolese?

“Perché ho sempre creduto che avesse poco a che fare con i dilettanti. Conoscevo il presidente e l’ambiente, era il tipo di progetto che stavo cercando. Si tratta di una società ambiziosa e ben organizzata, l’allenatore ha impostato il lavoro per puntare alla promozione.”

Prima di arrivare qui sei stato fermo sei mesi. Cosa è successo?

“Avevo un contratto con la Cremonese fino ad agosto ma negli ultimi giorni di mercato mi hanno comunicato di non rientrare più nei piani. Ho preferito svincolarmi per avere più tempo per trovare una sistemazione, avevo varie offerte in giro per l’Italia ma ho preferito ricominciare da qui perché credo che fosse il meglio per la mia carriera.”

Hai accarezzato la Serie A con Bologna e Parma, cosa non ha funzionato?

“Ho avuto le occasioni maggiori quando avevo 18-19 anni, probabilmente mi sono sentito già arrivato. Non avevo la mentalità giusta, giocare o non giocare non mi importava. Mi è mancata anche una figura che mi aiutasse a crescere. Avrei dovuto fare di più quando non giocavo. In ogni caso ho fatto esperienza e ho avuto l’occasione di giocare con grandi campioni come Di Vaio, Ramirez, Osvaldo ma anche Crespo e Bojinov.”

Hai avuto tanti allenatori, quale ti ha dato di più? 

“Senza dubbio Francesco Guidolin. Per la sua filosofia e per come faceva interpretare alla squadra la fase offensiva, un vero maestro in questo senso.”

Bologna è la tua città, quanto ti ha fatto male non affermarti con i rossoblu? 

“Avevo una pressione interna molto forte, mi è dispiaciuto molto perché comunque ci tenevo a fare bene. E’ stato un peccato ma non ho mai sentito la piena fiducia di allenatore e società.”

Ora in prima squadra si sono affermati due ragazzi che conosci bene, Masina e Ferrari.

“Sono molto contento per loro, hanno avuto una crescita incredibile. In particolare Alex è stato bravo ad adattarsi anche a fare il terzino, si è meritato la chiamata in Under 21. Hanno entrambi una grande personalità, non avranno problemi ad affermarsi ulteriormente.”

Ora quali sono i tuoi obiettivi? Pensi ancora alla Serie A?

“Certo, impossibile non pensarci. Sono venuto all’Imolese per ripartire e tornare in alto. Sono sicuro che ci riuscirò, sono ancora giovane. Non mi sento assolutamente appagato. Lavorerò in campo ogni giorno per tornare in Serie A.”

 

 

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