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Camusso (Cgil) promette una busta paga più ricca entro luglio

L’analisi sui salari e il loro andamento, redatto da CGIL e CER-IRES, denuncia una perdita nel salario dei lavoratori italiani compresa tra i 500 e i 600 euro annui rispetto all’imposizione fiscale in atto dal 2001 al 2013, generando un impoverimento causato dalla crisi, dalla cassa integrazione, dai licenziamenti e dal precariato inarrestabile oltre che da un fisco iniquo e sproporzionato.

E’ da questa analisi che Susanna Camusso propone una soluzione avanzata e dichiara di “detassare subito una mensilità, entro l’estate, e l’applicazione di nuove norme contro il fiscal drag che già da solo decurta pesantemente le buste paga”. Ed è principalmente tra il 2007 e il 2013 che il fiscal drag insieme alle addizionali Irpef hanno determinato un aggravio delle tasse annue sui salari pari a 500 euro per i single (+1,9%) e di 600 euro per i coniugati (pari al +2,3%).

Susanna Camusso

La Cgil denuncia inoltre che alla fine del 2012 l’accumulo di maggior prelievo ingiustificato generato dall’ultimo intervento organico sulla struttura dell’Irpef nel 2007, ha quasi toccato gli otto miliardi e che a fine 2013 supererà i dieci. Fra il 2007 e il 2013, la combinazione tra inflazione e progressività dell’imposta risulta la prima causa di aumento del gettito Irpef, con ricadute annuali che in alcuni casi, tra il 2009 e il 2010, hanno sfiorato i due miliardi e che nel 2013 finiranno per superarli.

La ricetta del sindacato prevede due diversi interventi. Il primo è frutto della combinazione di due azioni che puntano a ripristinare la legge sul fiscal drag, in vigore fino al 1985, per rendere inefficace l’effetto perverso dell’inflazione sul prelievo fiscale, mentre la seconda misura proposta dalla Camusso, prevede la restituzione in busta paga del prelievo che c’è stato in questi anni sui redditi da lavoro e da pensione.

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