in

Candy Crush Saga: capolavoro di reazioni psicologiche e biochimiche

Candy Crush Saga è un gioco della King Entertainment, ed ultimamente è tra i giochi più scaricati sugli smartphone, sui tablet e sui computer. È usato da circa 100 milioni di persone per un incasso di 2 milioni di sterline all’anno, sui quali l’azienda produttrice ottiene un profitto di circa l’80%. All’apparenza il gioco è molto semplice e ripetitivo, e consiste nell’allineare ed eliminare caramelle per passare ai livelli successivi; ma in realtà si basa su un attento studio della psicologia umana.

I meccanismi di Candy Crush, infatti, ricalcano quelli della nostra mente, in particolare il meccanismo del desiderio e della frustrazione, e il bisogno psicologico fondamentale di voler progredire e andare avanti. La sfida che il videogioco propone è quella di superare i vari livelli, semplici all’inizio ma progressivamente più difficili. Il fallimento nel superare un livello attiva un senso di frustrazione, e il desiderio di provare ancora si fa più forte. Questi due sentimenti fanno si che una volta raggiunto l’agognato livello successivo la mente rilascia una scarica adrenalinica, legata al senso di soddisfazione provato.

Poichè l’adrenalina è una sostanza che crea dipendenza, la voglia di continuare a giocare è forte, per ricercare di nuovo quella sensazione di soddisfazione. Candy Crush Saga non è l’unico gioco a modellarsi in questo modo, infatti queste conoscenza psicologiche e scientifiche sono alla base di molti altri videogiochi.

Photo Credit: Vitabello1/Shutterstock

ilaria d'amico e gigi buffon

Ilaria D’amico matrimonio, il monito a Buffon: “Il mio ‘sì’ deve sudarselo”

Alvaro Morata

Calciomercato Juventus, Morata: Marotta studia come respingere il Real Madrid