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Cannabis ddl legalizzazione: tra i favorevoli anche Umberto Veronesi

Il ddl sulla legalizzazione della Cannabis è arrivato oggi in aula per essere discusso in virtù della sua possibile approvazione. Sono stati 221 i deputati a sostegno della regolamentazione, ma il provvedimento è stato rinviato a settembre. Intanto gli schieramenti di chi è a favore e chi invece si oppone fermamente, sono sul piede di guerra. Sono stati infatti circa 2 mila gli emendamenti a carattere repressivo giunti in aula oggi.

Tra i sostenitori della legalizzazione della Cannabis, vi è anche il famoso oncologo Umberto Veronesi. Intervistato da Andrea Lupoli durante il format ‘Genetica Oggi’ andato in onda su Radio Cusano Campus dell’Università Niccolò Cusano, ha dichiarato: “Sono molto favorevole alla legalizzazione della cannabis perché i proibizionismi non funzionano. In Italia è proibito l’uso della cannabis e il 70% delle persone la usa o l’ha usata. Quindi è un insuccesso che va solo a vantaggio della criminalità organizzata, perché crea un mercato nero che fa vivere benissimo tutti i delinquenti. Se invece fosse libera, come lo è in molti altri Paesi, sarebbe tutto più facile, chi la vuole se la compra, non deve andare in un angolo della strada a farsela vendere da un pusher. Io non consiglio certo ai miei figli di fumare marijuana, così come non gli consiglio di bere alcol o di fumare tabacco. Il tabacco fa 10 mila volte più morti di quanti ne faccia la marijuana. Non è un trattamento totalmente innocuo, ma ha un limite molto basso di pericolosità“.

A contrastare il ddl, invece, vi sono diversi deputati e circa 2 mila emendamenti a carattere soppressivo. Durissime le parole di Renato Brunetta: “Forza Italia si opporrà a questa prova di forza avallata dal Governo“. Intanto, anche il Centro Italiano di Solidarietà Don Picchi si oppone fermamente alla legalizzazione della Cannabis. Il presidente del centro, Roberto Mineo, dati alla mano, spiega come l’utilizzo della Marijuana sia l’anticamera per il consumo di sostante più pesanti come eroina e cocaina. Il 98% dei giovani presenti nel centro, spiega Mineo, ha cominciato proprio con il consumo di Cannabis. Sempre Roberto Mineo ha poi aggiunto: “La cannabis, come tutte le droghe, compreso l’alcol, è il sintomo di un malessere individuale o sociale. Per questo concentrarsi sul sintomo tralasciando la causa è un atteggiamento piuttosto miope. Parlare ancora oggi di un ‘uso ricreativo’ della cannabis mostra una lontananza abissale dalla realtà; vengono in mente, con una certa tenerezza, gli spinelli degli anni ’70, le assemblee giovanili in cui si predicava l’emancipazione e la lotta di classe. L’invito a trattare il fenomeno dal punto di vista delle persone e non delle droghe non è recente. Perché nessuno ascolta i diretti interessanti: i giovani, gli operatori, le famiglie? Se si volesse mettere veramente al centro la ‘persona’, non si promuoverebbero normative come questa di cui stiamo parlando, ma iniziative volte alla presa in carico del grave problema sociale legato alle ‘dipendenze’, da sostanza o meno”.

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