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Cannes 2013: dagli applausi per Sorrentino al “Behind the Candelabra” di Soderbergh

Questa sera “La Grande Bellezza”, il nuovo atteso film di Paolo Sorrentino,  avrà la sua proiezione di gala. Già ieri sera, nella proiezione per la stampa, sui titoli di coda si sono registrate tre sessioni di applausi: il film è riuscito nel suo obiettivo, colpire e dividere l’opinione pubblica.  Ma la giornata di ieri ha lasciato dell’amaro in bocca. Con la proiezione del film  “Shield of Straw”, che ha avuto il triste ed unico primato di ricevere in sala dei sonori fischi non convince, la “crisi” raccontata dal regista giapponese Takashi Miike non ha colto nel segno.  Quest’ultimo è diventato celebre per le sue opere estreme e sempre sopra le righe e ha portato alla kermesse una forte riflessione sulle possibili conseguenze dell’attuale situazione economica mondiale. Liberace

Poi è stato il turno di Valeria Bruni Tedeschi  con il suo  Un château en Italie”. Unica regista donna in concorso  al 66° Festival di Cannes con il suo terzo e applaudito  film dedicato al fratello Virginio, scomparso a 46 anni nel 2006, dopo una lunga malattia. Una storia parzialmente autobiografica, che racconta l’inizio dell’amore fra Louise Rossi Levi  e il più giovane Nathan nel momento in cui la facoltosa famiglia della donna vive un dramma: il fratello Ludovic è gravemente malato e la madre (Marisa Borini, la vera madre di Valeria) è costretta a vendere la grande casa di famiglia a Castagneto Po. Delude anche il crime movie, “Blood Ties” di Guillaume Canet scritto da James Gray. Ambientato nella Brooklyn degli anni ‘70 racconta le vite di due fratelli: uno, Billy Crudup, è poliziotto, l’altro, Clive Owen, è appena uscito dal carcere e cerca di rifarsi una vita. Entrambi trovano una fidanzata: Zoe Saldana e Mila Kunis, ma non mancheranno i problemi. Una curiosità? Marion Cotillard, (compagna di Canet nella realtà) interpreta l’ex moglie italiana di Owen che gestisce una casa chiusa.

Oggi è il turno anche del biopic “Behind the Candelabra” il nuovo film di Steven Soderbergh,  che racconta la vita di Liberace ed è interpretato da Michael Douglas e Matt Damon. “Dopo il cancro questo film è un regalo” confessa un commosso Douglas che ha convinto per la sua interpretazione del pianista americano Liberace. Soderbergh ne ripercorre la vita di eccessi e di omosessualità nascosta che si concluse tragicamente nel 1987 con la morte per Aids.

 

 

 

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