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Canto di Natale, A Christmas Carol: gli spiriti parlano allo Scrooge del 2015

Caro Ebenezer Scrooge, ti ricordi di noi? Siamo gli spiriti del Natale passato, presente e futuro, gli stessi che nella notte della Vigilia di Natale del 1843, dalla penna di Charles Dickens sono entrati a casa tua. Non ci hai accolto sull’uscio, ma noi abbiamo varcato la soglia lo stesso. Per te non esistevano il riposo e la generosità, c’erano solamente il denaro, gli affari, il guadagno, l’ego e il distacco, emotivo e fisico, dall’altro, dalla società, dall’unicità – che non è diversità, per dire, quindi, dal mondo. La condivisione, per te, era l’equivalente della sporcizia: perché dare all’altro quando posso tenere tutto per me? Perché abbracciarlo quando da solo sono pulito? Perché contaminarmi ed essere contaminato?

Perché. Perché, caro Scrooge, quella notte sei cambiato, hai smesso di stare in testa e ti sei abbandonato. Per una volta hai visto e sentito davvero. Tu, hai avuto il coraggio di prendere le redini del sé e hai (s)travolto la tua vita. Chi meglio di te può parlare allo Scrooge del 2015?

Sì, caro vecchio nostro, esiste una generazione post-Scrooge che è più Scrooge di te, sai che non siamo soliti raccontare fandonie… Fuori il perbenismo, zero moralismi, diciamoci le cose in faccia. Bene. Bene significa “in modo buono”, come avverbio, ma anche “ciò che è buono”, come sostantivo. Il bene diventa anche economico, dal sentimento si passa all’oggetto, abbiamo i beni di consumo per soddisfare i bisogni, i beni di consumo immediato, i beni strumentali per generare altri beni, i beni complementari, beni che insieme soddisfano dei bisogni. Abbiamo. Produciamo. Produciamo. Abbiamo. I centri commerciali sono aperti anche a Natale. Garantire un servizio migliore non è sinonimo di quantità, ma di qualità. La sovrabbondanza non è abbondanza. Il riposo è un diritto sacrosanto, e prima di tutto, umano. Restiamo ancorati alle scrivanie (con gobba, problemi di vista, dolori articolari,…), per sentirci arrivati un po’ di più. Arrivati dove? Diccelo tu, Scrooge, ora che sei uno di noi.

Dedicato ad una Dirigente Scolastica, che “Non ha senso insegnare letteratura, fate più economia e turismo“.

Photo Credit: glenda / Shutterstock

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