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Capire se una persona mente: 7 modi per scovare i pinocchi

Le bugie hanno le gambe corte, e i bugiardi la sanno lunga. Ma il corpo non mente e tradisce anche i ballisti più incalliti. Ci sono infatti alcuni movimenti sentore che, agendo come rilevatore personale di menzogne, permettono di capire che il nostro interlocutore non sta dicendo la verità.

capire se una persona sta mentendo

1 – Innanzitutto fate attenzione allo sguardo. Se chi vi parla lo distoglie per posarlo sul soffitto o sulle mattonelle del pavimento, questo non è un buon segnale. Tuttavia tale comportamento da solo non costituisce un indizio sufficiente per determinare la menzogna perché spesso le persone molto timide o che a parlare con una certo interlocutore provano soggezione, distolgono ugualmente lo sguardo. Ci sono poi alcuni “pinocchi” puntano sulla tattica opposta, tenere lo sguardo ben fisso negli occhi  dell’altro e creare una sorta di sinergia magnetica, un contatto visivo ininterrotto, quasi ipnotico, che fa sembrare realmente interessati. In aggiunta, se lo sguardo dell’ interessato si sposta prima in alto e poi a sinistra, nessun allarme, sta cercando di ricordare qualcosa. Se però sposta lo sguardo all’insù e poi a destra, cominciate a preoccuparvi: la balla è in elaborazione. Se la persona è mancina, la regola vale al contrario.

2 – Attenzione alle affermazioni categoriche. Chi mente, spesso tende a cercare nelle sue stesse parole una conferma di quello che sta dicendo per renderlo più credibile e dimostrarne la veridicità. Se captate un comportamento di questo tipo e insospettiti ponete una domanda scomoda, sappiate che se vi rispondono con un altra domanda del tipo: “Come mai me lo chiedi?”, “perché mi fai questa domanda?” siate consapevoli di avere davanti a voi un pinocchio e che sta prendendo tempo per inventare una scusa.

3 – Attenzione al linguaggio del corpo. Se la persona in questione tiene le braccia incrociate, con buone probabilità sta cercando di nascondere qualcosa; così come chi non riesce a star fermo un attimo sulla sedia.

4 – Attenzione alle informazioni non richieste. Se il vostro interlocutore tende a fornire tanti dettagli, anche insignificanti, cercando di spostare l’attenzione del discorso proprio su questi, probabilmente sta ricamando una bella storiella che di vero non ha proprio nulla.

5 – Attenzione a chi sta sulla difensiva. L’atteggiamento difensivo è un’ammissione di colpevolezza. Ciò sarà confermato anche dal suo tentativo di glissare o cambiare argomento, e da una reazione piuttosto indispettita qualora proviate a esporre perplessità sulla veridicità di quanto vi è stato raccontato.

6 – Attenzione alla mimica facciale. Un tick, un abbozzo di sorriso e, più in generale, le micro espressioni, sono tutte manifestazioni di nervosismo indice di mendacia.

7 –  Prova del nove. Chiedete all’interessato di ripetere tutto una seconda volta dopo qualche minuto che ha concluso il discorso. Pinocchio non sarà in grado di ripetere per filo e per segno la stessa versione di prima, a meno che non sia un truffatore professionista!

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