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Cappotti colorati 2015: intervista a Farnaz Ilkhani, la stilista emergente dei soprabiti da “mille e una notte”

Ventotto anni, persiana e una forte passione per la moda ed il disegno, che la hanno portata a fare un lungo viaggio per giungere in Italia, dove ha trovato il suo natural ambiente all’accademia di Belle arti di Brera. Qui, studiando e confrontandosi con l’arte sartoriale del “bel paese”, ha mischiato il gusto ricco e speziato delle sue terre, alle linee classiche e l’attenzione per i dettagli propri della moda italiana, creando una linea di soprabiti-cappotti dallo stile personalissimo, che sa d’oriente, e delle sue leggende da mille e una notte. A Milano, i trendy coat di Farnaz Ilkhani, meglio conosciuta nel capoluogo lombardo come Ferera Lili, sono un vero e proprio trend del 2015, e stanno andando a ruba tra le ragazze, contagiate dal tam tam del must-have. La stilista e le sue amiche hanno indossato i cappotti a qualche evento e per uscire, qualcuna li ha adocchiati, ha chiesto, ha fatto in modo di averne uno e si sa…le cose belle sono come le ciliege: una tira l’altra. Così questi cappotti sono diventati l’ultima tendenza dello street style milanese. Abbiamo incontrato Ferera e fatto con lei una chiaccherata per scoprire di più sul suo conto.
1) Prima domanda, una domanda di routine, come nasce la tua passione per la moda?
Ognuno di noi ha una passione. A volte si ha la fortuna di averla già chiara dalla nascita, a volte si scopre col tempo. Avevo 5 anni e mi piaceva cucire. Un giorno ho cucito un fiocco pappillon per la mia bambola preferita, amavo cambiarle i vestiti. Mi sono punta un piede, ma la mia passione era così forte che, pensate, avevo solo 5 anni e non ho pianto. E’ venuto tutto naturalmente, non ho fatto altro che seguire le mie attitudini e quello che “avevo” dentro.
Alle superiori mi sono iscritta a grafica perché mi piaceva mescolare i colori, avevo un sacco di idee in testa su come mescolarli, e così ho cominciato a dedicarmi ai colori negli accessori. Per 3 anni, traendo spunto dalla mia fantasia, ho creato accessori artigianali mentre frequentavo la scuola, poi, dopo 3 anni ho cominciato a dedicarmi anche all’apparel, per lo più abiti lunghi e cappotti, ispirandomi ai colori e ai disegni degli antichi palazzi iraniani e delle miniere. Da lì, la decisione di coltivare e approfondire i miei studi in moda nel paese della tradizione sartoriale, l’Italia. Quindi sono partita.
2) Descrivi brevemente il tuo stile. 
Mentre studiavo grafica nel mio paese e producevo artigianalmente i miei vestiti, le donne iraniane apprezzavano, quindi ho creato una linea di cappotti che raccontasse tanto di me e della mia tradizione. I colori e i disegni, come dicevo, sono ispirati alla tradizione mediorientale, ma le forme e le linee sono quelle propie della tradizione europea. Quindi il mio stile è neoclassico di tendenza, è semplice, ma molto personale. Ossia, attinge dal classico e dalle tradizioni per riproporle in una versione contemporanea, tenendo fede ai canoni stilistici propri delle mie terre: l’Iran e l’Italia. Io penso che una persona possa anche avere tanti soldi, ma non avere stile. Per averlo basta anche un solo accessorio, purché questo sia particolare e dimostri quello che sei, affinché tutti possano captare l’unicità propria di una persona. Voglio che le persone riconoscano per strada una mia creazione e dicano “ah quello è della collezione Farnaz Ilkhani. In poche parole, il mio stile e’ la mia firma.
3) Come sarà la nuova collezione e quali sono i capi di punta?
Dunque, il mio sogno è creare in futuro una collezione per l’Italia, realizzata interamente qui, ma che rappresenti tutte le mode del mondo. Questo è il grande progetto. La collezione uscita quest’anno, invece, è sempre ispirata alla mia terra, perché, appunto, sono persiana, ho una cultura molto diversa, con un storia millenaria fatta di colori, disegni, architetture, religione, moschee, quindi c’è tanto di questo nelle mie creazioni. Tuttavia è lineare, semplice e minimale. Voglio usare colori speciali.
4) Farnaz, tu stai realizzando un sogno, nella moda e nella vita ci sono limiti?
Prima di venire a Milano ero una persona che creava prodotti solo per le donne iraniane, e solo secondo il loro gusto. Qui in Italia ho imparato a creare tipologie diverse di abiti,  anche una sola cosa, ma per le nuove generazioni. Ho imparato che posso fare tutto se lo voglio, perché non ho limiti.
 

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