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Carceri italiane: il 60% dei detenuti fa uso di droga, ma come ci arriva?

Nelle carceri è ormai allarme droghe. Il quadro generale ottenuto dalla Federazione Europea per la Salute Penitenziaria fa emergere dati poco piacevoli per quanto riguarda la percentuale di detenuti che fa uso di droghe nelle carceri e soprattutto la circolazione stessa degli stupefacenti.

Un recente test anti droga effettuato sui detenuti ha evidenziato un altissimo consumo di droghe. Circa il 60 % di loro infatti è risultato positivo ai test, un dato allarmante e che segna negativamente la già discussa organizzazione delle carceri italiane. Dai test è emerso che il 33 % dei detenuti fa uso di Cannabis, ben il 40 % di loro assume Cocaina, mentre il 5 % usa Anfetamina.  La domanda sorge spontanea: come fa a entrare così tanta droga nelle carceri italiane?

Nella classifica stilata su 17 paesi monitorati a proposito del consumo di droghe nelle carceri, l’Italia risulta essere al settimo posto. Un dato preoccupate e che era già stato portato alla luce con il caso del carcere Due Palazzi di Padova. Da questi dati si evince l’incapacità della polizia penitenziaria di far fronte alla sempre maggiore circolazione di droghe all’interno delle prigioni italiane e la necessità di creare nuovi tipi di controllo nelle strutture penitenziarie nostrane.

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