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Carla Fracci: L’étoile che voleva fare la parrucchiera

Carla Fracci, la regina della danza italiana, in più interviste ha dichiarato che il suo incontro con la danza è stato casuale, perché lei voleva fare la parrucchiera. La Fracci quindi non immaginava minimamente da bambina di intrattenere milioni e milioni di spettatori nei più grandi teatri d’Italia e del mondo. Lei voleva essere una persona “normale”, di quelle che vivono tranquille tra famiglia e lavoro, ma poi le cose sono cambiate e si è ritrovata per caso alla Scala di Milano. Ecco come sono andate davvero le cose.

L’incontro inaspettato con la danza

Quella di Carla Fracci è stata un’infanzia felice e serena. Cresciuta in campagna con il sogno di fare la parrucchiera, si trasferì a Milano con i genitori che, su consiglio di una vicina di casa, decisero di iscriverla alla scuola di danza della Scala di Milano. Carla ricorda a riguardo: «Il mio approccio alla danza fu del tutto casuale. Alcuni amici dei miei genitori mi videro ballare il valzer, riconobbero che avevo un senso della musica particolare. Proposero ai miei genitori di mandarmi alla scuola di danza del Teatro alla Scala, che faceva le audizioni». La Fracci, però, non superò subito le selezioni finendo nel gruppo da rivedere. Successivamente passò le altre selezioni diventando un’allieva della Scala. «La prima lezione fu noiosa, io pensavo di andare a ballare il valzer come facevo con papà», ricorda la Fracci che, da quel momento, cominciò a lavorare per diventare un’icona della danza.

Com’è stata la sua esperienza nella danza

La danza per Carla Fracci è stato un’incontro fortuito, che all’inizio l’ha messa in serie difficoltà. L’étoile prima di diventare una delle più grandi ballerine della danza classica nel mondo ha dovuto affrontare e fare i conti con la scuola di danza. La Fracci ha dichiarato: «I primi anni alla scuola della Scala furono molto duri. Pensavo di ballare invece passavamo ore a fare esercizi alla sbarra. Il ‘bel faccino’ ti porta fino a un certo punto, ma non basta: bisogna forgiare il corpo con il lavoro incessante. Spesso l’insegnante convocava mia mamma, ‘la ragazza ha delle possibilità, ma non si applica’. E arrivavano i rimproveri.» Oggi, però, nonostante i primi anni di sacrifici la Fracci è orgogliosa della sua carriera e non ha paura di dirlo: «Sono stata ripagata dalla vita come donna e come artista, lo riconosco. La danza è soltanto lavoro, lavoro micidiale. Non è qualcosa che riguarda la ginnastica, ma l’estetica, la danza è un dialogo incessante con la bellezza».

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