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Carlo Conti e la nascita del figlio Matteo: «Mi ha insegnato il senso vero della vita. Ho solo un rammarico…»

È tra i conduttori più amati di Raiuno, sempre sorridente, voce cordiale, parliamo di Carlo Conti, 58 anni appena compiuti, che in un’intervista in esclusiva al settimanale Oggi, si è raccontato come mai prima d’ora, svelando che la nascita del figlio Matteo, 5 anni, gli ha davvero cambiato la vita, scompaginando le priorità e le vecchie abitudini.

«Matteo mi ha insegnato il senso vero della vita, la relatività di certe cose, la priorità giusta da dare a quelle davvero importanti»

Da quando c’è lui, Carlo Conti è cambiato«Mi ha insegnato il senso vero della vita, la relatività di certe cose, la priorità giusta da dare a quelle davvero importanti». Un periodo d’oro per il volto noto di Raiuno, che dal 22 marzo tornerà al timone del fortunato programma La Corrida, che definisce un «format forte, essenziale», che lui cerca di fare il più possibile simile all’originale, consapevole naturalmente che «Corrado e il suo modo di guardare i concorrenti sono irraggiungibili» e che il 27 marzo condurrà la gran serata dedicata alla consegna dei David di Donatello. Tanto lavoro per lui, una carriera in ascesa, ma per Carlo Conti il punto fermo, quel che più conta, è la famiglia. Proprio la quotidianità con i cari è la cosa più preziosa per il conduttore: «Stare a tavola tutti insieme la sera è particolarmente importante, cenare insieme, giocare insieme. Siamo appena stati in vacanza una settimana insieme ed è stata davvero la settimana più bella della mia vita. Eravamo solo noi tre, sereni, col mare, il sole, il divertimento. E con Matteo al centro di ogni cosa. Ha un’età in cui inizia a essere più autonomo, è stimolante». 

Forse, l’unico rammarico che ho ogni tanto è di non aver sposato Francesca almeno tre o quattro anni prima»

Proprio la paternità arrivata in tarda età lo emoziona più di ogni altra cosa: «Con Francesca, poco tempo fa, notavamo che la parola che non ho mai detto in vita mia, babbo, perché il mio è mancato quando avevo 18 mesi, ora è quella che sento dire di più: Matteo mi chiama settemila volte al giorno. Sto recuperando il rapporto con quella parola che nell’infanzia mi è mancata». Diventare papà a 53 anni ha i suoi pro e i suoi contro«A volte capita, quando lo prendo in braccio e sento la schiena che cede un po’, quando lo devo portare sulle spalle la sera tardi e sono più stanco di lui e vorrei che qualcuno prendesse sulle spalle me. Ma è giusto così e non vorrei mai tornare indietro, perché non sarebbe lui, non sarebbe Matteo. Forse, l’unico rammarico che ho ogni tanto è di non aver sposato Francesca almeno tre o quattro anni prima, invece di fare un po’ il ragazzaccio e di tirarla un po’ per le lunghe». Per il conduttore Matteo è arrivato al momento giusto, perché forse di questo è fatta la vita, di incastri perfetti: «Il padre come lo sto facendo adesso non avrei saputo farlo a 30, 40 anni, quando al centro c’ero io: volevo divertirmi, pensare al mio lavoro, ero molto preso da me. Adesso la famiglia mi dà ricchezza, completa la vita. Oggi posso dire che ho tutto quello che desidero. Se mi chiedessi cosa voglio, risponderei nulla di più di quel che ho, che è quello che desideravo. Con la famiglia, l’arrivo di mio figlio, ho completato il mio cerchio. Francesca e Matteo sono al centro di questo cerchio, tutto ruota intorno a loro, al nostro camminare insieme mano nella mano, al veder crescere Matteo con mia moglie». 

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