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Carlo Tavecchio: frase razzista che imbarazza tutti, tranne molti dirigenti sportivi

Quello che sta succedendo intorno alla frase razzista di Carlo Tavecchio spiega molto chiaramente perchè il calcio italiano non cambierà tanto facilmente. Partiamo da un’immagine emblematica: il caso del Milan. Da una parte Barbara Berlusconi aveva sbandierato che ci vuole una ventata di gioventù alla guida dal calcio italiano. Il suo socio Adriano Galliani dice esattamente l’opposto e vota Carlo Tavecchio.

carlo tavecchio frase razzista

Nonostante le vergognose frase razzista (involontarie che siano), molti presidenti hanno comunque dato il loro strenuo ed incondizionato appoggio all’attuale presidente dei Dilettanti alla corsa verso la guida della FIGC. E’ il caso di Claudio Lotito, di (appunto) Adriano Galliani e di Enrico Preziosi. Ma ripercorriamo brevemente i fatti perchè l’imbarazzo intorno al calcio italiano sta raggiungendo dimensioni mondiali.

Sabato scorso, Carlo Tavecchio, il candidato alla presidenza della federcalcio, ha detto che alcuni giocatori stranieri, prima di arrivare in Italia, mangiavano le banane. Carlo Tavecchio avrebbe parlato anche di “pedigree”. Complice il week end, la frase è rimasta un po’ sottotraccia, ma la polemica è esplosa lunedì mattina. E’ arrivata una nota della Fifa, è arrivata un’interrogazione dell’Unione Europea. L’opinione pubblica è tutta contro Tavecchio. Ma nessuno della maggioranza dei dirigenti sportivi italiani sembra curarsene.

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Secondo fronte, quello dei presidenti. Per essere eletto a presidente delle FIGC, un candidato ha bisogno dei voti di diversi “rami” del calcio. Tra questi, il voto della Lega Calcio, composta al suo interno dei presidenti delle squadre di Serie A. Fino a sabato si erano espressi compatti a favore di Carlo Tavecchio. Dopo la frase a sfondo razzista, però, la Fiorentina ha tolto il suo appoggio, seguita da Cesena e Sampdoria. Ieri, però, negli studi di Milano di Sky si è tenuta la cerimonia di presentazione del nuovo calendario della Serie A. E molti presidenti si sono riuniti. C’era anche Tavecchio e c’era anche il suo sfidante, Demetrio Albertini. Occasione migliore non c’era per un chiarimento. Pochi minuti prima delle 19, però, lo stesso Tavecchio aveva già detto all’Ansa che lui non avrebbe fatto nessun passo indietro.

Carlo Tavecchio è entrato negli studi Sky scortato da Claudio Lotito. Una mano sulla spalla che significa tutto. Poco dopo ha parlato Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan: “La nostra posizione non cambia. Contano i fatti, non le parole”. Con lui, il fido Enrico Preziosi, presidente del Genoa. Anche l’Udinese manterrà il suo voto a Tavecchio. Il più dissidente dei non dissidenti pare essere Urbano Cairo, presidente del Torino. Ma ovviamente intorno a lui sono già arrivati in molti a convincerlo a tenere la posizione favorevole al vecchio che avanza.

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