in

Carnevale Venezia 2016: eventi e tradizioni genuine raccontati da chi li conosce davvero [INTERVISTA]

Il Carnevale di Venezia è molto di più di quanto siamo abituati a pensare: lontano dalle logiche commerciali che spesso, purtroppo, ne hanno snaturato il significato, si nasconde un mondo “altro”, tutto da scoprire, che strizza l’occhio alle tradizioni settecentesche e alla forza dell’aggregazione.
Per svelare al pubblico il volto autentico della manifestazione, UrbanPost ha pensato di incontrare la signora Giovanna Barbiero Bonaventura, Presidente dell’Associazione Internazionale per il Carnevale di Venezia, che da vent’anni accoglie partecipanti provenienti da tutto il mondo.

Quali novità si possono aspettare i partecipanti quest’anno?
“Il dottor Marco Maccapani, direttore artistico di questa edizione del Carnevale, ha voluto ricreare l’atmosfera dei Carnevali di fine anni Ottanta, primi anni Novanta, ispirandosi a quello che facevano i priori della Compagnia della Calza (n.d.r: compagnie di giovani nobili veneziani che organizzarono la vita di spettacolo veneziana tra il XV e il XVI secolo). Maccapani ha pensato di rievocare i mestieri antichi: infatti Piazza San Marco, a differenza degli anni scorsi, non sarà più come un grande palco, ma presenterà lateralmente alla Basilica delle piccole costruzioni di legno che ospiteranno sarti, calzolai, laboratori di maschere. Non dico più di questo, perché noi siamo coinvolti principalmente nelle sfilate di apertura la domenica.”

Come associazione, quali eventi proponete?
“Sabato 5 febbraio ci vediamo lungo il Canal Grande con le gondole, tutti in costume, riproponendo un’usanza del Settecento: si tratta del cosiddetto “Corteo delle Nazioni” perché ogni nazione ha una sua rappresentanza nel console. In corteo, partiamo da San Marco per raggiungere Santa Sofia, dove si tiene un concerto alla presenza delle autorità cittadine. La cioccolata del Giovedì grasso è un altro appuntamento tradizionale. Poi abbiamo le serate a tema in alcuni dei più bei palazzi della città, come ad esempio a Pisani Moretta; quest’anno ci ispireremo alle leggende del mare, o ancora al tema “un sogno a occhi aperti”: ognuno potrà liberamente interpretarlo attraverso, animazioni, balletti, coreografie. In passato abbiamo anche organizzato delle cene a Ca’ Rezzonico, un concerto con cocktail a Museo Correr, dando modo agli associati di conoscere i più bei posti di Venezia. “

Com’è nata la vostra associazione?
“La nostra associazione è nata alla fine degli anni Novanta: allora si partecipava al Carnevale in piccoli gruppetti, lo spirito e la spontaneità erano davvero veneziani! Io ho cominciato con un mio carissimo amico, Bruno Tosi, un giornalista che ha fatto delle cose splendide per la città di Venezia: ci siamo incontrati durante una festa in maschera a palazzo (tra gli ospiti c’era anche David Bowie!), dove – tra una chiacchiera e l’altra – abbiamo pensato di dar vita a un’associazione, che poi si è allargata col passaparola. I soci, ormai più di trecento, provengono da tutto il mondo e hanno costumi curati nei minimi dettagli: alcuni di loro già a maggio cominciano a domandare quale sarà il tema del Carnevale, per prepararsi al meglio (anche perché c’è un abito per la sera, uno per la mattina e uno per il pomeriggio!) Le feste, pur avendo un pizzico di trasgressione, non scadono mai nel cattivo gusto; l’atmosfera è familiare e festosa, assai diversa dall’evento turistico.”

Molti di questi eventi si svolgono in abitazioni private. Qual è la storia di queste feste?
“I primi ad organizzare queste feste sono stati i nobili del Settecento, che in quegli stessi anni si aggiravano per la città con il volto coperto dalla Bauta, per non essere riconoscibili. Questa tradizione, di origine nobiliare, ha preso sempre più piede, finendo – a mio parere – col snaturare il significato autentico del Carnevale: tutti fanno feste, tutte le sere, a prezzi stratosferici. Molti degli eventi sono diventati proibitivi ai più: non lo trovo giusto.” 

Quali aspetti dei vostri eventi rimandano ancora alla Venezia del Settecento?
“Un esempio? All’inizio della calle dove si trova il palazzo che ospita il nostro evento, mettiamo il “codega”, personaggio che nel Settecento accompagnava il nobile illuminandogli il cammino con una lanternina e conducendolo dentro al palazzo. Una tradizione bellissima, avvolta da un’aura magica, che non si ripete in nessun’altra città.”

Qualche esempio di maschera bellissima che ha visto nel corso degli anni? Anche se immagino sia difficile scegliere…
“Un nostro socio francese, che è mancato qualche anno fa, faceva delle creazioni che erano qualcosa di incredibile: aveva dell’estro e della fantasia che non ho più visto in giro e che lasciavano tutti a bocca aperta! Alla cioccolata del Giovedì grasso si è presentato vestito come un venditore ambulante, con borse e bauletti di ogni foggia: imitazioni di marchi famosi, tutte costruite in cartone da lui. Devo dire che i francesi, quanto a fantasia, sono davvero imbattibili! Non a caso sono i primi grandi appassionati del Carnevale.”

Una passeggiata da fare a Venezia, uno scorcio magico che magari non tutti conoscono?
“Le varie “sconte”, da scegliere anche perché permettono di abbreviare il tragitto quando c’è tanta ressa. Anziché percorrere le solite calli che conducono a San Marco, scegliete una di queste bellissime calli, come quella che da Campo Manin conduce alla Scala del Bovolo, oppure quella stretta e lunga che parte dal Canal Grande costeggiando la ferrovia”.

Il Carnevale di Venezia è famoso in tutto il mondo. Ma perché una persona che è già venuta tante volte, dovrebbe decidere di tornare?
“E’ la passione che spinge a partecipare ancora, c’è chi è davvero innamorato del Carnevale di Venezia. Io ho dei soci che rinunciano alle loro ferie per venire qui; vi riporto l’esempio di una signora spagnola, che non ha più parenti e nemmeno le possibilità economiche per partecipare, ma vive aspettando questa settimana per ritrovare gli amici: motivo per cui cerchiamo di aiutarla trovandole una pensioncina e dandole il nostro sostegno. L’atmosfera che si viene a creare è magica, anche perché c’è la gioia di ritrovarsi. Ogni anno, poi, c’è qualche novità: ecco perché tornare. Nessun’altra città al mondo ha qualcosa del genere.”

Infine…una specialità gastronomica da gustare a Venezia in questi giorni.
“Oltre al baccalà, tipico veneziano, consiglierei le frittelle veneziane col buco: nate con questa forma perché una volta i signori, rigorosamente muniti di bastone per camminare, sporgevano lo stesso dentro i panifici per prenderle”.

In apertura: Studio 37/Shutterstock.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

rimedi naturali smettere di fumare

Come smettere di fumare: rimedi naturali utili

San Valentino 2016

San Valentino 2016: le offerte più romantiche, da Parigi a Venezia