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Carte di identità vecchie in pensione: l’Ue le rottama per ridurre il rischio di frodi 

Addio alle vecchie carte di identità. Per ridurre il rischio di frodi, l’Unione europea ha deciso di approvare un regolamento che garantirà documenti più sicuri introducendo requisiti minimi comuni che uniformano anche la quantità e il tipo di informazioni utili ad identificare una persona.

Vecchie carte di identità in pensione: l’Ue le rottama per ridurre il rischio di frodi

Stando alle nuove norme, come riporta La Stampa, le carte d’identità dovranno essere prodotte utilizzando un modello uniforme tipo carta di credito (ID-1) e dovranno comprendere «una zona funzionale a lettura ottica ed essere conformi alle norme minime di sicurezza stabilite dall’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO)». Sempre secondo il Consiglio Ue, le nuove carte di identità dovranno avere una foto e contenere due impronte del titolare, conservate in formato digitale, «su un microchip senza contatto». Sulla carta d’identità figurerà all’interno di una bandiera dell’Ue il codice Paese dello Stato membro che ha emesso la carta. Per quanto concerne la scadenza, c’è da dire che le carte di identità avranno una validità minima di cinque anni e una massima di 10. Gli Stati membri potranno rilasciare carte d’identità con un periodo di validità più lungo alle persone oltre i 70 anni. Quelle invece dei minori avranno una validità inferiore ai cinque anni.

Addio vecchie carte di identità: cosa avviene per evitare furti

Quando andrà in pensione la vecchia carta di identità? E quando arriverà la nuova? Secondo quanto riferito da Il Secolo XIX le normative Ue entreranno in vigore due anni dopo l’adozione del regolamento da parte dei Governi, che dovranno entro quella data impegnarsi a soddisfare i nuovi  requisiti. Le carte di identità esistenti manchevoli dei criteri necessari smetteranno di essere valide 10 anni dopo la data di applicazione delle nuove norme o alla scadenza, se precedente. Quelle meno sicure, vale a dire quelle che non soddisfano le normative minime di sicurezza o non comprendono una zona funzionale a lettura ottica, scadranno entro cinque anni. Per evitare frodi e furti di identità, nel rispetto della privacy, le autorità dovranno poi garantire la sicurezza del microchip senza contatto e dei dati in esso contenuti, in maniera tale che essi non possano essere oggetto di violazione o di accesso non autorizzato. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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