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Cartoomics 2016, Dylan Dog 30 anni dopo: chiacchierata con Roberto Recchioni

Novità, memoria, ricordi e attesi ritorni. Roberto Recchioni, Emiliano Mammucari, Franco Busatta e Aka B. hanno presentato al Cartoomics 2016 un lungo elenco di iniziative organizzate per i 30 anni di Dylan Dog. L’indagatore dell’incubo più famoso d’Italia, nato dalla penna di Tiziano Sclavi nel non troppo lontano 1986, ha in serbo per il suo appassionato pubblico nuove storie inedite, a partire dall’albo celebrativo del grande anniversario, scritto da Recchioni stesso, fumettista e curatore dell’Old Boy e disegnato da Gigi Cavenago.

Grande attesa anche per il ritorno alla scrittura del papà di Dylan, Tiziano Sclavi che tornerà a parlar della sua creatura con due storie: la prima intitolata profeticamente “Dopo un lungo silenzio”, avrà i disegni di Giampiero Casertano, mentre per la seconda è stato scomodato Angelo Stano in persona. Ma com’è cambiato Dylan Dog nei suoi primi 30 anni di vita e come è mutato il suo pubblico insieme a lui? Ce lo ha raccontato in esclusiva Roberto Recchioni, tra il nostalgico e lo speranzoso per il futuro, ricordando alcuni dei passaggi fondamentali della storia dell’indagatore dell’incubo.

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“Dylan è partito come un fumetto a cui non credeva nessuno poi è diventato molto forte e poi un fenomeno: nel momento in cui è diventato fenomeno ha raggiunto un pubblico infinitamente vasto che magari non aveva mai letto fumetti ma leggeva Dylan Dog. Quel pubblico è rimasto appiccicato a Dylan: ogni tanto mi riguardo le lettere che arrivavano in redazione a quell’epoca. Si va da quelle normali, al pazzo che mandava gli stracci imbevuti del suo sangue. Quindi più il pubblico si allarga più tu trovi tutto il quadro possibile e il pubblico di Dylan era davvero ampio in quegli anni” afferma lo storico curatore di Dylan Dog, preoccupato dall’assenza del creatoreTiziano Sclavi e di come poter mantenere la credibilità insita al personaggio stesso.

“Come facciamo a mantenere l’identità del personaggio ora che non c’è più il creatore? Continuando a ripetere quei cliché che erano il personaggio. Questo meccanismo è arrivato, secondo me e Tiziano (Sclavi), ad un momento di forte logorio negli ultimi anni che stava davvero snaturando Dylan: per assurdo Dylan immobile è più snaturato di Dylan in evoluzione. Dylan Dog per indole era una personaggio che un mese poteva morire, un mese poteva far ridere, il mese dopo poteva essere terribilmente romantico, il mese dopo poteva essere completamente splatter quindi quella schizofrenia, tra virgolette, narrativa che Tiziano imprimeva a Dylan Dog era la ragione per cui, quando abbiamo iniziato questo nuovo corso, abbiamo detto “torniamo alle basi” “. Tornare dunque a quando tutto è iniziato, cercando di non deludere lo storico pubblico di Dylan Dog, ma guardando a chi ancora non è stato raggiunto.

“La mia convinzione è che è praticamente impossibile, anche se lo scrivesse Tiziano, fare un Dylan che piaccia a tutti perché il pubblico di Dylan è troppo vasto. La mia battaglia è stata trovare insieme ai lettori tradizionali, un pubblico nuovo.. per quanto riguarda il pubblico tradizionale, ci sono quelli molto molto attaccati alla loro idea di Dylan che patiscono tantissimo ogni alterazione di quell’idea” conclude Recchioni, constatando con una frase, di quelle che non ti aspetti da lui, che il Dylan Dog degli inizi purtroppo non tornerà più. “Noi non siamo in lotta con Dylan Dog: molte persone che hanno iniziato a leggere Dylan nei tardi anni ’80 era adolescenti in quell’epoca e hanno un ricordo della loro adolescenza che è bellissimo e tu non glielo puoi ridà quel ricordo, non la sconfiggi la nostalgia. Puoi cercare di fare il miglior lavoro possibile stando nel tempo presente: certe volte ci riusciamo, certe volte no però l’impegno è sempre al massimo”.

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