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Caso Bozzoli, giallo pacchetto di sigarette: “Non è di Beppe Ghirardini”

Non apparterrebbe a Beppe Ghirardini il pacchetto di sigarette rinvenuto, insieme ad altri oggetti, in prossimità del suo cadavere, trovato il 18 ottobre scorso nei boschi di località Case di Viso, nel Bresciano.

Non se ne è avuta conferma ufficiale da parte degli inquirenti, tuttavia Marino Colosio, l’avvocato della famiglia dell’operaio della Bozzoli morto in circostanze misteriose per avvelenamento da cianuro, ha confermato l’indiscrezione: “Quel pacchetto di sigarette non è suo”. Questo sarebbe uno dei parziali esiti degli accertamenti irripetibili che i Ris di Parma stanno da settimane effettuando sui reperti (fazzolettini di carta allineati, bottiglietta di plastica, sostanza oleosa su bocca e mani dell’operaio) raccolti dagli inquirenti che indagano sul doppio giallo di Marcheno.

Ieri l’avvocato Colosio ha avuto un incontro con le 4 sorelle di Beppe Ghirardini, le quali hanno nuovamente ribadito con forza che l’operaio non può essersi suicidato, come invece ipotizza la Procura di Brescia. “Giuseppe non si è suicidato, non ne aveva motivo” – ha detto Giacomina Ghirardini – “L’esca al cianuro trovata nel suo stomaco? Non ne abbiamo mai viste in casa. Siamo cadute dalle nuvole”.

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