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Caso Bozzoli, morte Ghirardini: trovate tracce di cianuro durante perquisizioni

Durante le perquisizioni fatte questa mattina dagli inquirenti nelle abitazioni degli operai della fonderia di Marcheno e di Alex e Giacomo Bozzoli, oltre che nei locali della azienda, sarebbero state rinvenute tracce di cianuro, e le presunte prove che l’imprenditore Mario Bozzoli, scomparso l’8 ottobre scorso, sia stato ucciso.

La notizia (diramata oggi da un inviato di Pomeriggio 5 collegato in diretta da Brescia) è al momento solo ufficiosa, e la Procura che indaga in merito non si è affatto pronunciata. Rimane questa al momento solo una indiscrezione non surrogata da elementi oggettivi, certo, che però se venisse appurata permetterebbe di tracciare una linea di congiungimento tra la scomparsa di Bozzoli e la misteriosa morte del suo operaio, Beppe Ghirardini, che sappiamo per certo essere deceduto per avvelenamento da cianuro.

Si è appreso inoltre da fonti vicine agli inquirenti che i quattro avvisi di garanzia notificati ai nipoti dell’imprenditore e a due dei suoi operai siano da considerarsi come atto dovuto ai fini delle indagini. Non si indaga più, infatti, per sequestro di persona, ma per omicidio aggravato e distruzione di cadavere. E se Beppe Ghirardini fosse stato ancora in vita, hanno fatto sapere gli inquirenti, sarebbe stato (come gli altri 4) iscritto nel registro degli indagati perché presente in fonderia nei minuti in cui Mario Bozzoli spariva nel nulla.

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