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Caso Bozzoli morte operaio Ghirardini, la sorella: “Beppe drogato e ucciso, abbiamo le prove”

A un anno esatto dalla scomparsa esatta dell’imprenditore bresciano, Mario Bozzooli, scomparso misteriosamente all’interno della sua azienda di Marcheno la sera dell’8 ottobre scorso, un clamoroso annuncio potrebbe portare alla svolta nel caso.

La sorella di Beppe Ghirardini, l’operaio della Bozzoli trovato morto pochi giorni dopo la misteriosa scomparsa del suo titolare, ha infatti dichiarato che suo fratello sarebbe stato prima drogato e poi costretto ad ingerire la capsula di cianuro che lo uccise. “La prova è che è stato drogato con la droga dello stupro, abbiamo in mano un referto medico che la prossima settimana depositeremo in procura”, ha fatto sapere a mezzo stampa la signora Giacomina, decisa ad andare fino in fondo alla vicenda e dimostrare che il fratello non si è suicidato, come invece le indagini della Procura farebbero supporre.

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Sul fronte delle indagini relative alla scomparsa di Mario Bozzoli (il cui corpo non è mai stato ritrovato), proprio ieri 7 ottobre i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche hanno depositato un rapporto che escluderebbe passi avanti nelle indagini: nelle scorie dei forni della fonderia, passati al setaccio dalla dottoressa Cattaneo e dalla sua équipe di esperti, infatti, non sono stati trovati resti umani dell’umo. Lo conferma il procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno, che tuttavia non si è dato per vinto: “Non ci fermeremo”.

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