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Caso Bozzoli news: gli screzi dell’imprenditore con i nipoti duravano da 3 anni

Secondo fonti investigative gli indizi contro i quattro indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli sarebbero “gravi e pesanti”. Si parla addirittura di omicidio pianificato da tempo. Un quadro indiziario ad oggi ancora molto farraginoso, che potrebbe essere avvalorato solo dal ritrovamento, nelle scorie dei forni della fonderia dove è scomparso il 50enne, di frammenti ossei e della protesi dentaria in titanio quali prova che Bozzoli vi sia stato gettato dopo essere stato ucciso.

Sembrano addirittura fondate le indiscrezioni secondo le quali almeno da 3 anni vi fossero rapporti molto conflittuali tra Mario Bozzoli e i suoi nipoti-soci, ora indagati, Alex e Giacomo Bozzoli. Quest’ultimo, addirittura, avrebbe più volte minacciato di uccidere lo zio: la frase attribuitagli prima o poi ammazzo mio zio” non sarebbe infatti un caso isolato.

Come anche confermato dalla moglie dell’imprenditore scomparso, zio e nipoti avrebbero avuto numerosi screzi per il presunto furto di materiale dallo stabilimento di via Gitti a Marcheno che Bozzoli imputava ai nipoti. Prodotti che Giacomo e Alex Bozzoli  avrebbero portato nella loro nuova ditta di Bedizzole.

I presunti cattivi rapporti tra le famiglie dei due fratelli, Mario e Adelio Bozzoli, sarebbero confermati anche da un particolare di cui dà notizia Il Giornale di Brescia: dalla sera in cui Mario Bozzoli scomparve (era l’8 ottobre) ad oggi, Alex e Giacomo non avrebbero mai telefonato alla famiglia dello zio scomparso. Zero rapporti, nessun contatto.

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