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Caso Bozzoli news, i familiari dell’operaio trovato morto: “Non si è ucciso, abbiamo le prove”

A quasi un anno dalla misteriosa scomparsa dell’imprenditore bresciano, Mario Bozzoli, e dal ritrovamento, pochi giorni dopo, del corpo senza vita del suo operaio, Beppe Ghirardini, il clamoroso annuncio dei familiari di quest’ultimo: “Abbiamo le prove, Giuseppe Ghirardini non si è ammazzato. Abbiamo la prova e deriva dagli esami dei Ris di Parma, riletti dai nostri consulenti”.

Ghirardini – è stato accertato – morì per avere ingerito una fiala di cianuro, ma i familiari hanno da sempre rigettato con forza l’ipotesi del suicidio caldeggiata dagli inquirenti, sostenendo invece che sarebbe stato ucciso. Ed ora, a detta del loro portavoce, Roberto Stefana, di ciò vi sarebbero le prove. La perizia dei consulenti della famiglia Ghirardini avrebbe quindi provato che l’operaio di Mario Bozzoli sarebbe stato costretto ad ingerire il cianuro, e la loro relazione a giorni sarà consegnata al pm titolare delle indagini sul giallo di Marcheno, Alberto Rossi.

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Per il consulente dei Ghirardini le prove dell’omicidio sarebbero talmente evidenti che non non vi sarà nemmeno la necessità di chiedere la riesumazione del corpo di Beppe per fare ulteriori accertamenti. Se quanto anticipato sarà corroborato da elementi oggettivi, si potrebbe concretamente avere una svolta nelle indagini. Tra le ipotesi della magistratura vi è infatti la convinzione che la scomparsa e presunto omicidio di Mario Bozzoli sia legata a doppio filo con la morte del suo operaio. Al momento sono indagati a piede libero per omicidio volontario in concorso, i due operai Oscar Maggi e Aboagye Akwasi e i due nipoti e soci dell’imprenditore, Alex e Giacomo Bozzoli, che continuano a dichiararsi innocenti.

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