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Caso Bozzoli news morte Ghirardini: ecco da dove proviene la fiala di cianuro

Una indagine della Polizia Provinciale di Firenze risalente al 2009 potrebbe aprire la strada degli inquirenti che indagano sul doppio giallo della fonderia Bozzoli srl di Marcheno, e portare alla scoperta del perché Beppe Ghirardini sia morto avvelenato da una capsula di cianuro.

Del caso si è parlato quest’oggi a Storie Vere, trasmissione di Rai 1 condotta da Eleonora Daniele, che ha spiegato come le indagini fiorentine portarono alla dimostrazione che il cianuro è presente in Italia, smentendo, dunque, ciò che si era detto circa la presunta difficile reperibilità della sostanza che ha ucciso l’operaio della Bozzoli. La documentazione in questione dimostrerebbe il sequestro di 72mila fiale di cianuro provenienti dall’Austria, e “Acquistabile legalmente solo da aziende munite di apposito patentino, e assolutamente non da privati”.

Il documento potrebbe dunque aiutare gli inquirenti a scoprire come e da chi Beppe Ghirardini si sarebbe procurato la fiala mortale e soprattutto se l’ha ingerita sua sponte o se qualcuno nel pomeriggio del 14 ottobre scorso era con lui a Ponte di Legno, e lo ha costretto ad uccidersi. Intanto le indagini vanno avanti e importanti novità potrebbero giungere da un momento all’altro dai filmati di altre due videocamere di sorveglianza, piazzate in una ditta sita a fianco alla azienda Bozzoli che, questo vogliono le indiscrezioni, potrebbe avere ripreso il transito della Fiat Punto Bianca e del Suv Mercedes scuro già sotto la lente di ingrandimento degli investigatori.

 

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