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Caso cane seviziato e ucciso, ultimi aggiornamenti: oggi l’udienza per decidere la sorte del presunto autore dell’aggressione

Poco più di due mesi fa un piccolo Jack Russel veniva picchiato, seviziato e ucciso, durante un concorso ippico a San Giovanni in Marignano (Rimini), in una notte d’estate, colpevole solo di fare le veci della sua padrona, probabilmente, la vera vittima sulla quale sarebbe stata sfogata quella rabbia se si fosse trovata lì in quel momento. Un’altra storia di violenza, dunque. Ma questa volta la protagonista non è stata una donna, almeno non direttamente, ma quello che di più caro aveva in quel momento, il suo cane, Gina, una fedele compagna di vita, una sorella.

Claudia Morandi

cane seviziato ucciso incontro Fise con presunto autore rinviato

Oggi 14 settembre, la persona denunciata con l’accusa di aver trucidato la povera Gina, cercando peraltro di darle poi fuoco una volta avvolta in un sacchetto, era convocata in udienza a Roma per il reclamo del Procuratore federale sportivo equestre avverso la decisione del Giudice Unico Nazionale (GUN), che, ad agosto, si era dichiarato incompetente a decidere sulla sua sorte come atleta, posta l’accusa di uso di sostanze stupefacenti durante le gare, sostanze vietate, e maltrattamenti su animali. Il GUN aveva indicato come giudice competente il Coni, che ha un apposito reparto preposto alle questioni legate alla droga, la sezione “antidoping”. Il 14 di agosto la Federazione equestre, aveva emesso un provvedimento di sospensione cautelare immediata del cavaliere,  misura cautelare emessa in casi di estrema gravità, o certezza di un illecito, come spiega l’Avv. Caterina Brambilla, difensore della Morandi, in attesa del procedimento disciplinare vero e proprio. Ma l’uso di sostanze vietate costituisce di per sè un comportamento antisportivo, per cui la Federazione sarebbe competente a giudicarne. L’udienza di oggi, di cui si attende l’esito, era dunque molto importante per capire a chi spetti decidere sulla sospensione del presunto assassino di Gina, che attualmente, è ancora libero di gareggiare laddove lo voglia.

Il giovane in questione, cavaliere noto nell’ambiente come spesso avvezzo all’alcool ed alla cocaina, all’epoca dei fatti, intratteneva una relazione con la padrona del cane, Claudia Morandi, che a tal proposito, in una lettera aperta in cui raccontava il suo stato d’animo a pochi giorni dall’accaduto (riportata dall’Ansa e La Stampa), scriveva:

“Ho commesso l’errore di pensare che una persona che sapevo avere parecchi problemi, potesse cambiare […]non ho voluto dar peso alle voci.[…] I particolari della nostra frequentazione non sono importanti, l’unica cosa che conta è che stando accanto a lui ho capito che era inutile cercare di portarlo sulla buona strada, di fargli capire che assumere tutta quella droga lo avrebbe prima o poi distrutto, perché in cambio ho ricevuto minacce, a me ed alla Gina. Ma pensavo in cuor mio fossero solo parole”. E poi ammetteva: “Dal momento in cui mi hanno detto che la mia Gina non c’era più, non c’è stato un solo istante in cui io non mi sia sentita in colpa. Sono stata io a metterla vicina a quell’uomo”.

Claudia Morandi è dunque convinta che l’autore dell’aggressione a Gina sia lui. In effetti sul giovane gravano forti sospetti, tuttavia non è stato formalmente accusato. Su di lui, sempre nella lettera, aveva rilasciato queste dichiarazioni: “La mattina in cui mi sono accorta che la mia piccola non c’era più, lui non mi ha nemmeno aiutata a cercarla, mi ha detto di arrangiarmi, che doveva montare, che magari era scappata. Quando l’ho trovata in quelle condizioni, non mi si è mai avvicinato nemmeno un istante. Lui sapeva già cosa avrebbe visto, anzi forse sperava proprio fosse già morta. Io in cuor mio so che è stato lui. Non so se ha agito da solo o se qualcuno si è divertito insieme a lui, questo lascio che siano gli organi inquirenti a scoprirlo. Voglio solo che la morte della mia Gina non passi inosservata, che lui, quando verrà fuori che è colpevole, non si avvicini più ad un animale, cane o cavallo che sia”. 

Nel frattempo in questi giorni, diverse persone si sono mobilitate insieme a sostegno di Claudia e della sua richiesta di giustizia per Gina. Domenica scorsa,  diversi esponenti del gruppo “Gina è anche il mio cane – vogliamo giustizia”, si sono riuniti in Piazza del Duomo per manifestare il loro dissenso rispetto all’accaduto, e invocare a gran voce giustizia. Qui le foto dell’evento.

Il prossimo appuntamento si terrà a Rimini, presso la procura della Repubblica , dove è depositato il fascicolo con le prove indiziarie contro il sospettato. Chi volesse partecipare può contattare il gruppo Facebook.

cane seviziato ucciso incontro Fise con presunto autore rinviato

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