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Caso Charlie Gard news, concessa cittadinanza americana: potrà curarsi negli Usa?

Caso Charlie Gard news, è appena arrivata una importante ultim’ora sulla delicata vicenda che sta tenendo l’opinione pubblica internazionale con il fiato sospeso da settimane: il Congresso americano, ovvero la camera del parlamento degli Stati Uniti, ha votato un emendamento che concede la cittadinanza americana al bimbo inglese di 11 mesi affetto dalla sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, e ai suoi genitori, che si stanno battendo con forza affinché si tenti una cura sperimentale per il figlio, ricoverato all’ospedale Great Ormond Street di Londra.

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Il testo dell’emendamento è stato presentato dalla deputata repubblicana, Jaime Herrera Beutler, e ora dovrà ora essere votato alla Camera, ultimo e decisivo passo. Un passo in avanti verso la concessione della residency, che potrebbe finalmente concedere al piccolo di sottoporsi a una cura sperimentale per la rarissima malattia genetica di cui soffre negli Stati Uniti. Ne dà conferma Jeff Fortenberry, deputato repubblicano: “Abbiamo approvato un emendamento che conferisce la residenza permanente a Charlie Gard e la sua famiglia così che Charlie può ricevere il trattamento medico di cui ha bisogno”.

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“L’emendamento garantirebbe la cittadinanza negli Stati Uniti a Charlie Gard e alla sua famiglia allo scopo di sottoporlo a trattamento medico”, spiega il comunicato ufficiale della Commissione. Ancora tuttavia non è chiaro l’iter che la famiglia del piccolo dovrà seguire. La battaglia medico legale ha visto finora dare ragione, in tre gradi di giudizio britannici – l’Alta Corte, la Corte d’Appello e la Corte Suprema, più la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo – ai medici del Great Ormond, l’ospedale londinese dove il bambino è ricoverato, secondo i quali Charlie non vede, non sente, né è in grado di muoversi e potrà mai migliorare. Per loro continuare a tenerlo in vita con il respiratore artificiale e con infusioni di morfina equivale ad accanirsi con la terapia contro una realtà ineluttabile, che non fa altro che prolungare le sue sofferenze.

 

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