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Caso Cucchi inchiesta bis: carabiniere indagato per falsa testimonianza

Come da esposto presentato dalla famiglia, mesi fa la Procura di Roma aprì un fascicolo, senza ipotesi di reato né indagati, per fare ulteriori accertamenti circa il caso Stefano Cucchi, il geometra arrestato nell’ottobre 2009 perché trovato in possesso di un esiguo quantitativo di hashish e deceduto sette giorni dopo l’arresto, il 22 ottobre del 2009, per un presunto pestaggio (mai confermato in sede di processo) ad opera delle guardie carcerarie.

Il procuratore Giuseppe Pignatone aveva predisposto un prima fase di accertamenti sulle carte dell’inchiesta che portarono all’assoluzione di tutti gli imputati, ed oggi il suo lavoro ha portato ad importanti novità. Risulterebbe infatti iscritto nel registro degli indagati Roberto Mandolini, carabiniere che all’epoca dei fatti era vice comandante della stazione di Tor Vergata, dove Cucchi fu portato dopo l’arresto. Il maresciallo, che fu anche sentito nel processo di primo grado, è accusato di falsa testimonianza e con lui, probabilmente, altri due colleghi la cui posizione è al vaglio del pm Giovanni Musarò che si sta occupando delle indagini.

Soddisfazione di Ilaria Cucchi, da sempre impegnata in prima linea per far luce su questa oscura vicenda, più che mai agguerrita nella ricerca della verità: “In questi anni non ci siamo mai fermati, né io né il mio avvocato. Incontreremo lunedì il procuratore capo” – così la sorella della vittima – “Questa è la prima delle novità che ci saranno sul caso della morte di mio fratello. Io l’avevo detto: non era finita”.

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