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Caso del folle accoltellatore: parlano i familiari, approfondimenti, ricostruzione ufficiale

Dopo l’arresto di Davide Frigatti, il trentaquattrenne arrestato ieri sera intorno alle 19, con l’accusa di omicidio e tentato omicidio, dopo un lungo interrogatorio alla presenza del pm Rizzo, di Monza, negli uffici della Squadra mobile di Milano, per aver ferito a caso, per strada, tre passanti, uccidendone uno, parlano i familiari. I genitori confessano di aver notato un cambiamento di comportamento del ragazzo che, reduce da una delusione amorosa che gli avrebbe causato un forte stress,  perdeva spesso le staffe alzando la voce. Questo, evidentemente, fino a fargli venire un esaurimento nervoso e fargli perdere il lume della ragione ieri.  Dicono poi, di essere all’oscuro dei precedenti per spaccio e furto.Davide Frigatti, sarebbe stato un ragazzo tranquillo, viveva con loro perché non aveva un lavoro fisso, ma era in prova come creativo presso un’agenzia pubblicitaria. La zia, non si spiega cosa gli sia successo nella testa. “Era normale, amava il calcio” “Questa notizia mi ha raggelato, non lo vedo da anni è sempre stato un ragazzo normale”.

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Secondo la ricostruzione ufficiale dell’accaduto, l’uomo avrebbe colpito per la prima volta intorno alle 14:30 al parco Nord. La vittima, Dario De Corso, un pensionato di 68 anni che stava portando a passeggio il cane, è stato raggiunta alle spalle con 20 colpi di arma da taglio, più precisamente una lama da cucina di 4cm. In condizioni gravissime, quindi, è stato portato all’ospedale Niguarda, dove si trova ricoverato ma non è in pericolo di vita. Dopo di che, lo squilibrato, come se nulla fosse, è tornato a casa, si è lavato, cambiato d’abiti, ed è nuovamente uscito in strada con l’insano proposito di colpire. Nonostante il padre, accortosi dello stato di agitazione del figlio e soprattutto delle macchie di sangue, si fosse precipitato nel commissariato di polizia più vicino per denunciare il fatto e allertare le forze dell’ordine, ciò non ha impedito il sangue. La seconda aggressione difatti, è avvenuta circa un’ora dopo a Sesto San Giovanni, nella stazione di servizio Shell di via Gramsci, dove Frigatti si è recato con una vecchia Fiat punto grigia, probabilmente rubata, e ha accoltellato il gestore dell’attività Francesco Saponara, 55 anni, che seppur gravissimo è riuscito a sopravvivere alle lesioni causate dal fendente. L’uomo però, ricoverato d’urgenza all’ospedale San Gerardo di Monza, non è ancora fuori pericolo e i medici attendono di vedere come si evolverà la situazione in queste ore, che sono dunque critiche per il suo destino. Poi l’assalitore, è risalito in auto, e in una decina di minuti ha raggiunto un autolavaggio, dove l’escalation della sua follia omicida ha raggiunto il culmine. Frigatti, ha infatti freddato con una coltellata alla gola il titolare, Franco Mercadante, 52 anni, che lascia due figli (10 e 17 anni) e una moglie con cui sarebbe dovuto andare a breve in crociera. L telecamere del sistema di sorveglianza hanno ripreso la violenta aggressione e sono passate infatti al vaglio dagli inquirenti. Il corpo del povero malcapitato, è stato trovato, già senza vita dalla contabile di lui, che presente nella struttura, non si era accorta di niente ma, non vedendolo, dopo averlo chiamato varie volte, era andata a cercarlo. “L’ho cercato, l’ho cercato e poi l’ho trovato disteso a terra nel piazzale. Pensavo fosse un malore”, ha detto la donna tra le lacrime.

Il pazzo, che in poco meno di tre ore, è stato inghiottito da sé stesso in uno squilibrio e alienazione che non trovano giustificazione, ha fatto rivivere a Milano l’incubo di Adam Mada Kabobo, il ghanese che appena un anno fa, l’11 maggio 2013, aveva ucciso con un piccone e senza motivo, le prime tre persone che si era trovato di fronte, e ne aveva ferite gravemente altre tre. Frigatti, è stato fermato appena poco dopo lo sgozzamento. Gli uomini della polizia Scientifica, inviati sul luogo del delitto, lo hanno trovato in stato delirante sul ponte di Bresso. Nudo, a piedi e sporco di sangue, urlava frasi sconnesse e senza senso come, “sono un uomo libero, sono un uomo libero, a tutto il mondo voglio gridarlo”. Le stesse frasi sono state ripetute agli inquirenti durante l’interrogatorio seguito all’arresto, alternando momenti di lucidità e corretta dialettica, alla confusione più assoluta. É stato impossibile per le autorità decifrare la sua mente e capire il movente del folle gesto. Ha detto di essere un illuminato che ha agito per prevenire agguati nei suoi confronti da parte di “peccatori che volevano fargli del male”. Ha dunque parzialmente ammesso le aggressioni.

 

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