in

Caso Diciotti, sbarcati tutti i migranti: come saranno gestiti

Si è concluso nella notte lo sbarco dei 137 migranti che erano ancora a bordo della Diciotti, la nave della Guardia costiera ancorata da cinque giorni nel porto di Catania. “Al Molo di Levante di Catania, si è concluso lo sbarco delle persone migranti a bordo della nave Diciotti. Croce Rossa ha garantito prima assistenza e distribuzione di kit igienici”, si legge in un tweet dell’organizzazione. I migranti, dopo l’identificazione, saranno redistribuiti tra la Chiesa italiana, l’Albania e l’Irlanda. La chiesa italiana, a partire dai vescovi fino alle associazioni cattoliche come la Caritas, si farà carico di un centinaio di migranti della Diciotti. Mentre in Albania andranno in 20. “Non possiamo sostituire l’Europa, ma siamo sempre qui – ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri albanese, Ditmir Bushati -, dall’altra parte di un mare dove una volta eravamo gli Eritrei che soffrivano per giorni e notti in mezzo al mare, in attesa che l’Europa si svegliasse! Ieri l’Italia ci ha salvato e oggi siamo pronti a dare una mano”. 20-25 migranti, invece, saranno accolti dall’Irlanda.

Leggi anche: Salvini indagato dalla magistratura: cosa rischia

Caso Diciotti, la posizione dell’UE

Alla notizia dello sbarco, il commissario Ue alla migrazione Dimitri Avramopoulos ha dichiarato: “Accolgo con favore il fatto che sia stata trovata una soluzione e che i migranti a bordo della Diciotti siano in grado di sbarcare e ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno”, e questo “grazie alla solidarietà attraverso le frontiere e le comunità”, ma “non possiamo sempre aspettare per questo tipo di solidarietà basata sulla buona volontà, dobbiamo avere misure strutturali”.

Caso Diciotti: fine di un incubo

Le operazioni si sono svolte con serenità, tra il sollievo dei migranti, delle forze dell’ordine, del personale di assistenza e dei 43 militari della Guardia costiera che hanno condiviso a bordo la sorte delle persone salvate dal mare.

Salvini indagato dalla magistratura: cosa rischia

pier carlo padoan legge stabilità

Riforme Governo Conte coperture, la paura di Padoan: “Punto senza ritorno”