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Caso Elena Ceste news: perché Michele Buoninconti non ha speranza di essere assolto in Cassazione

Caso Elena Ceste: i legali di Michele Buoninconti hanno presentato ricorso in Cassazione contro la conferma in appello della condanna a 30 anni di reclusione per l’omicidio della moglie inflitta al loro assistito. La difesa del vigile del fuoco di Costigliole d’Asti, che da sempre si dichiara innocente, spera di poter dimostrare che la 37enne scomparsa il 24 gennaio 2014 e trovata (casualmente) cadavere il 18 ottobre dello stesso anno sia morta accidentalmente.

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Una tragica caduta e in seguito la morte per assideramento. Questa la tesi difensiva ‘bocciata’ nei due gradi di giudizio, e che per la criminologa Roberta Bruzzone è destinata ad essere rigettata anche dalla Corte di Cassazione. “Si tratta di una tesi piuttosto fragile, a mio avviso, priva del benché minimo riscontro, che si è letteralmente frantumata contro la solidità delle argomentazioni dell’accusa ed è stata smentita dalle sentenze dei due precedenti gradi di giudizio”, così l’esperta sulle pagine del settimanale Giallo.

La criminologa Roberta Bruzzone:

In secondo grado infatti le richieste di nuovi accertamenti sugli abiti della vittima, sull’esame autoptico e sulle celle telefoniche avanzate dai legali di Buoninconti sono state categoricamente respinte. Puntualizza inoltre la Bruzzone che nei due gradi di giudizio “La difesa non è mai riuscita a dimostrare che Elena Ceste abbia avuto una crisi psicotica la mattina in cui è scomparsa, senza mai, peraltro, dare segni di squilibrio in precedenza e senza una storia di rilevanza psichiatrica alle spalle”. Alla luce di ciò la nota criminologa non sembra aver dubbi: “A mio avviso, la condanna verrà confermata anche in Cassazione”.

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