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Caso Elena Ceste, nuove rivelazioni: “Ecco perché non è stato omicidio”

Ci sono novità sul caso relativo alla morte di Elena Ceste, e a pubblicarle è il sito L’Osservatore d’Italia che ha intervistato Ursula Franco, medico chirurgo e criminologo facente parte del team difensivo di Michele Buoninconti. La dottoressa che difende il vigile del fuoco in carcere dal 29 gennaio 2015 perché accusato dell’omicidio della moglie Elena, ripete con forza che non esisterebbero le prove materiali e scientifiche atte a dimostrare che la donna sia stata uccisa. “Nulla indica che ci sia stato un omicidio, l’esame medico legale sul cadavere della Ceste non ha stabilito la causa della morte ed ha escluso le più comuni cause di morte violenta” – spiega la criminologa – “Una causale asfittica, tra l’altro indimostrabile per le condizioni in cui è stato ritrovato il cadavere, è stata ipotizzata dai consulenti medico legali del gip solo in via residuale, tale ipotesi per essere presa in seria considerazione dovrebbe essere accompagnata da indizi che la confermino, come ad esempio potrebbero essere i segni di una colluttazione sia su Buoninconti che sulla moglie”.

Certa del fatto che sia da escludere l’ipotesi di morte violenta, Ursula Franco confuta in toto l’impianto accusatorio messo in piedi dagli inquirenti nei confronti di Michele Buoninconti, che giudicano surreale ed inverosimile che Elena Ceste, nuda, si sia allontanata da casa a piedi, la mattina del 24 gennaio. “L’allontanamento volontario, dopo un altrettanto volontario denudamento, è l’unica ipotesi realmente plausibile e logica in questo caso, anche dal punto di vista della ricostruzione degli eventi”, dice invece la criminologa, che parla di “crisi psicotica” per giustificare la sua tesi.

Riguardo all’assetto della abitazione di Elena e Michele, così come lo trovarono gli inquirenti durante il primo sopralluogo, la dottoressa fa una dichiarazione inedita mai emersa finora: “I carabinieri trovarono anomalo che solo il letto matrimoniale fosse stato ricomposto e dedussero che proprio su quel letto Michele aveva con tutta probabilità ucciso Elena e che solo in seguito all’omicidio lo avesse rifatto […]”; in realtà, questa è l’inedita rivelazione che cozza con la tesi dell’accusa,“uno dei figli dei coniugi Buoninconti ha riferito di aver aiutato la madre quella mattina a rifare il letto matrimoniale poco prima delle 8.10”.

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