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Caso Elena Ceste, spaventoso identikit del marito: violento, dispotico, iracondo

Chi è Michele Buoninconti? Un uomo violento, presuntuoso, dispotico e iracondo. È questo l’identikit che ne ha tracciato la Procura di Asti, alla luce delle indagini condotte e dei dati oggettivi riscontrati, emersi da intercettazioni ambientali e comprovati anche dalle innumerevoli contraddizioni in cui è caduto l’uomo, accusato di avere ucciso sua moglie.

Il marito di Elena Ceste rimarrà in carcere, a Quarto d’Asti, lo ha deciso il gip Manson a seguito dell’interrogatorio di garanzia di lunedì scorso, 2 febbraio. Imposto all’indagato il divieto tassativo di incontrare i suoi 4 figli, in quanto sussisterebbe l’alto rischio di plagio e condizionamento. Il 44enne vigile del fuoco è infatti accusato di aver fatto gravi pressioni psicologiche sui figli.

La personalità di Michele, tracciata dagli inquirenti, sarebbe caratterizzata da una preoccupante mancanza di autocontrollo e dalla tendenza a manifestare frequenti ed improvvisi attacchi d’ira. Michele detesta essere contraddetto e si arrabbia facilmente, lo avrebbero confermato anche il capo dei Vigili del fuoco di Alba, collega di Buoninconti, e gli uomini impegnati nelle ricerche di Elena, che iteragirono con lui nei giorni successivi alla sparizione della donna. Ed è proprio l’aggressività di quest’uomo dagli schemi mentali rigidi e ossessivi, che si sarebbe scagliata sulla povera Elena Ceste, rea di aver rivendicato il diritto alla libertà. Lei, vittima di un marito-padrone che voleva “raddrizzarla”.

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