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Imane Fadil morta, l’avvocato di Berlusconi: «Danno inimmaginabile per la difesa»

«La morte di Imane Fadil è un danno inimmaginabile per la difesa di Berlusconi». A sostenerlo è Paolo Sisto, deputato di Forza Italia e legale di Silvio Berlusconi. Ai microfoni di Radio Cusano Campus il legale torna sull’inquietante caso che vede coinvolta una delle testimoni del processo “Ruby”, messa a tacere per sempre. La morte di Imane Fadil è ancora un giallo e le indagini si preannunciano molto difficili.

imane fadil

«Quello che ha detto Imane Fadil – ha dichiarato Sisto nell’intervista alla radio universitaria romana – sarà acquisito in dibattimento senza possibilità di contraddittorio. Risibile la tesi della manina e della tesi complottistica. Berlusconi è una vittima, attraverso l’intromissione nella sua vita privata è stato fatto un attentato alla sua leadership politica».

«Siamo di fronte ad una fake news – ha affermato senza mezzi termini il legale del presidente di Forza Italia – Questo evento per la difesa di Berlusconi è un danno inimmaginabile. Questa testimone ha già reso dichiarazioni e queste dichiarazioni saranno acquisibili senza alcuna possibilità per la difesa di interrogare il testimone. Questo è un danno per la difesa di Berlusconi, l’ha detto perfino Travaglio».

«E’ chiaro che in questo Paese quando dici B dici Berlusconi, ma è una montatura giornalistica basata su un’ignoranza di carattere tecnico. Se è stato eliminato un testimone, si tratta di un’eliminazione a danno della difesa di Berlusconi. Soltanto immaginare che ci fosse un vantaggio e contrabbandare una tesi complottistica su questo è risibile, bisogna ridere nei confronti di chi ha ipotizzato una manina di Berlusconi su questa vicenda, visto che ha subito un danno pazzesco. Imane Fadil ha detto di aver assistito, ma di non essere mai stata sfiorata, quindi è anche una testimonianza indiretta. In ogni caso tutto quello che ha detto sarà acquisito nel dibattimento, senza avere la possibilità di un contraddittorio».

Poi Sisto torna sulla vicenda bunga bunga e sulla genesi del processo che ha visto coinvolto Berlusconi: «C’è un dato tecnico – afferma – nell’ambito delle scelte di qualcuno ci sono cose che hanno rilevanza penale e altre no. Qualcuno può dire che organizzare feste non gli piace, ma dire che in quelle feste sono stati commessi reati è un altro conto. Noi dimostreremo che in quelle feste non è stato commesso alcun reato».

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