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Caso Lidia Macchi, Quarto Grado ultime novità: l’arma del delitto forse in un parco

A Quarto Grado si è tornati a parlare del caso di Lidia Macchi, la studentessa di 21 anni trucidata con 29 coltellate quasi 30 anni fa nel Varesotto. Con la preziosa testimonianza di una donna, Patrizia B., che ha ricordato alcuni elementi, durante una ricostruzione avvenuta a Quarto Grado, è stato possibile riaprire il caso. Il fatto  nuovo ha portato all’arresto dell’amico della vittima, Stefano Binda, con l’accusa di omicidio. Gli elementi emersi dai ricordi fatti da Patrizia B. agli inquirenti si sono rivelati molto importanti per le indagini.

Patrizia ha ricordato altri preziosi particolari: un sacchetto che Binda aveva in mano e che secondo le ricostruzioni che la donna ha fornito in aula, potrebbe essere stato sepolto in un parco alla periferia di Varese. Nel sacchetto si ipotizza che potesse esserci l’arma del delitto.

Le indagini, quindi, proseguono sulle nuove indicazioni raccolte. Sul posto si sono recati militari dell’esercito che stanno cercando l’arma del delitto con le strumentazioni più all’avanguardia. Sono stati già ritrovati nove coltelli che saranno accuratamente esaminati.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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