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Caso Loris, Davide Stival risentito dagli inquirenti: ecco le domande che gli sono state fatte

Nei giorni scorsi Antonella Panarello non è stata l’unica ad essere riconvocata in Questura per rispondere alle domande degli inquirenti che indagano sulla morte del piccolo Loris. Nella giornata di mercoledì 21 gennaio, infatti, sono stati risentiti anche Enza Emmolo, la signora che da subito raccontò ai carabinieri di aver incrociato per strada un bambino simile a Loris, alle 8.35 del 29 novembre, e Davide Stival.

Il giovane padre del bambino brutalmente ucciso, del cui omicidio è accusata Veronica Panarello, nonché madre del piccolo e moglie di Davide, è stato per ben 5 ore davanti agli inquirenti. Cosa gli hanno domandato? Cosa volevano sapere da lui? A questo punto delle indagini che secondo fonti vicine alla Procura sarebbero giunte ad una svolta, le parole del padre di Loris sono risultate utili agli investigatori che necessitavano di chiarire alcuni punti in merito alle testimonianze raccolte finora.

A Davide Stival è stato chiesto se avesse mai avuto cognizione di relazioni extraconiugali di sua moglie, ma l’uomo ha risposto negativamente al quesito, come confermato dal suo legale, Daniele Scrofani. Gli è stato poi chiesto di ricostruire e descrivere nel dettaglio il tenore e i contenuti delle telefonate intercorse tra lui e Veronica il 29 novembre; gli inquirenti hanno voluto inoltre la conferma che sua moglie utilizzasse Facebook e WhatsApp dallo smartphone. Ancora, gli è stato chiesto quali fossero le abitudini di suo figlio Loris, se fosse solito vestirsi da solo e se dall’armadio mancasse qualche indumento appartenente al piccolo.

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