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Caso Luigi Chiatti, Capoterra insorge: “Non vogliamo il ‘mostro’ di Foligno”

Ha varcato le soglie della Rems (residenza per esecuzione misure di sicurezza) di Capoterra da poche ore, il detenuto-paziente Luigi Chiatti, ed è già scoppiata la polemica. C’è allarmismo nella cittadina del Cagliaritano per l’arrivo del “mostro di Foligno”, condannato a 30 anni di carcere per avere brutalmente ucciso, fra il 1992 e il 1993, Simone Allegretti Lorenzo Paolucci. Il geometra 47enne è un ospite ‘scomodo’, che i pazienti della struttura non avrebbero gradito, e il cui trasferimento in Sardegna – “La Regione ha saputo che “il mostro di Foligno” sarebbe stato ricoverato in Sardegna a cose già fatte”, scrive L’Unione Sarda” – sarebbe avvenuto senza preavviso.

Benché sottoposto a regime di detenzione 24 ore su 24, strettamente marcato a uomo dal personale medico e infermieristico della struttura, e sotto videosorveglianza continua, Luigi Chiatti fa paura. “Non c’è da fidarsi” – ha dichiarato una signora della zona – “non si sa mai. Questo è un quartiere residenziale, ci sono tanti bambini che giocano fuori dalle case, vicino c’è una scuola elementare e due asili nido. Di certo dovremo stare sempre all’erta e con la paura che possa succedere qualcosa”.

Ma il sindaco Francesco Dessì ieri ha cercato di tranquillizzare la popolazione annunciando che “Chiatti rimarrà qui solamente per due-tre mesi. Tornerà in Toscana appena sarà pronta la Rems della sua regione”. Nel tentativo di placare la polemica, il primo cittadino ha stemperato i toni invitando la cittadinanza a non creare allarmismi inutili giacché “il paziente-detenuto è rinchiuso nel reparto dove la sicurezza è massima”, lamentando tuttavia il fatto di non essere stato informato a tempo debito del suo arrivo.

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