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Caso Marco Pantani, nuova perizia shock: a Mattino 5 le foto che smentiscono il suicidio

A quasi 11 anni dalla morte di Marco Pantani, avvenuta il 14 febbraio 2004, misteri e incongruenze emergono dal confronto tra la verità raccontata dalla prima inchiesta e i dati emersi dalle nuove indagini, che durano ormai da 6 mesi, volute dalla Procura di Rimini che ha aperto un nuovo fascicolo in merito.

Poco fa a Mattino 5 la madre del pirata, Tonina, e l’avvocato Antonio De Renzis, che da anni si stanno battendo senza tregua per la verità. Federica Panicucci ha mandato in onda le foto della nuova perizia shock che smantellerebbe definitivamente l’ipotesi che il ciclista sia morto per arresto cardiaco in seguito ad overdose da cocaina. La perizia è stata fatta da esperti di fama internazionale che collaborano anche con l’FBI – ha ribadito De Renzis – che si sono serviti di apparecchiature molto sofisticate, dando quindi ulteriore attendibilità alle fotografie in oggetto. Come si è potuto evincere dalle immagini, che ritraggono il cadavere di Marco Pantani riverso in una pozza di sangue sul pavimento dell’Hotel “Le Rose” di Rimini, è smentita la tesi secondo cui il Pirata si fosse trascinato a terra prima di morire.

Tre gli elementi anomali che confuterebbero siffatta ipotesi: il bolo di pane intriso di cocaina (che Pantani avrebbe rigurgitato) poggiato accanto al corpo è stranamente intonso, bianco, avulso dal contesto insanguinato. Come è possibile? Ancora, le mani di Pantani sono bianche, nonostante la perizia medica avesse certificato che il ciclista prima di morire fosse in preda a movimenti convulsivi, e si trascinasse a terra. Terza e fondamentale “prova” la macchia di sangue sull’avambraccio destro: uno stampo, i margini sono netti e senza sbavature. Elementi, questi, che confuterebbero il “movimento” e il “trascinamento” di Marco Pantani che, a detta dell’avvocato De Renzis, fu appoggiato lì da qualcuno “nella fascia oraria 16-18 del 14 febbraio”.

Lucas Pezzini Leiva

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