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Caso Muraro: PD vs M5S, rissa sfiorata in Campidoglio: ecco le ultimissime

Caso Muraro: PD vs M5S, rissa sfiorata in Campidoglio

Rissa sfiorata tra il Pd e il M5S in Campidoglio, dove questa mattina inizia la discussione generale sul bilancio previsionale 2017-2019, il primo dell’amministrazione Raggi. I coniglieri del PD, la capogruppo Michela Di Biase e Orlando Corsetti, hanno sollevato dei cartelli sul ‘caso Muraro’, chiedendo che la sindaca venisse in Aula a riferire sulla vicenda. Richiesta che il presidente dell’Assemblea, Marcello De Vito, ha respinto, come già fatto ieri in Consiglio, definendo i richiami dell’opposizione “inammissibili”, non essendoci da parte della sindaca obbligo di venire in Aula in quanto non c’è stata “revoca né sostituzione” dell’assessore Muraro, che si è dimessa ieri dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia.

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Caso Muraro: PD vs M5S, cartelloni e insulti in Campidoglio

Come riporta Adnkronos, il Caso Muraro sarebbe sfociato in una quasi rissa. De Vito ha quindi chiesto all’opposizione di rimuovere i cartelli. Qualcuno della maggioranza ha urlato a De Vito “caccialo”, riferendosi a Corsetti, che ha reagito avvicinandosi agli scranni dei consiglieri M5S e rivolgendo loro degli insulti. “Non posso accettare in quest’Aula minacce di consiglieri che mi dicono che non mi posso permettere gli applausi sennò mi rompono il culo”, ha urlato il consigliere del M5S Pietro Calabrese a De Vito. ‘L’aula non è Facebook’, ‘basta bugie su Muraro’, ‘Raggi in aula’ e ‘Raggi tace e Ama scoppia’, alcuni dei messaggi che erano stati esposti dall’opposizione.

Caso Muraro: le dimissioni dell’assessore

Nuovo ribaltone a Roma. La capitale italiana, amministrata da Virginia Raggi, sindaco esponente del Movimento 5 Stelle, continua nel suo rimpasto. A causa dell’inchiesta rifiuti, a saltare è l’assessore Muraro che, nella giornata di lunedì 12 dicembre 2016, ha ricevuto un avviso di garanzia. Paola Muraro, comunque, non ci sta e afferma che: “Proprio oggi, lunedì,  tramite il suo legale, la Procura di Roma le ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente. Contestualmente sono stata informata che verrò ascoltata dalla Procura il prossimo 21 dicembre. Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione.”

Caso Muraro: l’annuncio di Virginia Raggi

La reazione di Virginia Raggi non si è fatta attendere e in piena notte ha annunciato di aver accolto le dimissioni di Paola Muraro. Ecco il messaggio apparso su Facebook: “Ho appena finito una riunione di maggioranza. Ho comunicato ai miei consiglieri di aver accettato le dimissioni dell’assessore Paola Muraro. La stessa mi ha comunicato infatti di aver ricevuto da poco un avviso di garanzia per presunte violazioni del testo unico ambientale. Non sono entrata nel merito dell’avviso, ho accettato le sue dimissioni e ho assunto le deleghe alla sostenibilità ambientale. Ritengo importante infatti dare continuità all’azione amministrativa sia nel risanamento di Ama che nel rilancio di tutto il settore ambientale.”

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Caso Muraro: le accuse nei confronti di Paola Muraro

Nell’inchiesta rifiuti di Roma, il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Alberto Galanti contestano a Paola Muraro, assessore,  l’attività compiuta quando era consulente di Ama, ma in realtà si comportava come un dirigente. Qualche giorno fa le era stato notificato un avviso di proroga delle indagini dove risultava indagata insieme a quattro funzionari della municipalizzata del Campidoglio. Tutti sospettati di aver gestito in maniera irregolare gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti. In particolare Muraro e gli altri sono sospettati di aver favorito le aziende di Manlio Cerroni, il ras dei rifiuti di Roma indagato nella stessa indagine. Nell’ambito delle verifiche sono stati interrogati come testimoni l’ex assessore al Bilancio Marcello Minenna e l’ex amministratore delegato di Ama Alessandro Solidoro, entrambi dimissionari a settembre, nemmeno tre mesi dopo la nomina. Tutti e due hanno accusato Muraro di aver compiuto gravi irregolarità dopo essere arrivata in Campidoglio.

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