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Caso Piscaglia condanna padre Gratien, avvocato Gentile monito alla Chiesa: “Lo ha protetto”

L’Avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell’Associazione Penelope Toscana costituitasi parte civile nel processo sulla morte di Guerrina Piscaglia a carico di padre Gratien Alabi, a due giorni dalla sentenza di condanna in primo grado a 27 anni di carcere per il religioso 45enne, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus per dire la sua in merito a questa vicenda processuale.

La scomparsa della casalinga di Ca’ Raffaello, nonostante la condanna dell’imputato riconosciuto colpevole di omicidio volontario e occultamento di cadavere, non ha fatto luce su che fine abbia fatto la povera Guerrina, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Assoluta reticenza da parte del sacerdote congolese, che non si è mai dimostrato collaborativo con la magistratura inquirente, rigettando con forza ogni accusa e perseverando in questo atteggiamento di silenzio anche dopo la lettura della sentenza, nonostante i parenti della vittima lo abbiano implorato di rivelare, almeno ora, dove ne abbia occultato il corpo.

“Non ci è piaciuto l’atteggiamento della Chiesa che si è girata dall’altra parte, avendo un atteggiamento protettivo per questo padre a ‘statuto speciale’ …”così l’avvocato Gentile durante il suo incisivo intervento alla trasmissione radiofonica – “se è vero che la condanna non è definitiva, è anche vero che dal processo è emerso un quadro di un prete boccaccesco che non indugiava ad avvicinare donne in difficoltà anche per avere prestazioni sessuali”.

Gentile ha rimarcato la gravità del comportamento tenuto dall’imputato sacerdote Alabi, anche in qualità di religioso, di ‘servo di Dio’, e del complice silenzio osservato dalla Chiesa durante tutto l’esplicarsi di questa vicenda giudiziaria: “Era uno che frequentava osterie e che beveva spesso. A prescindere, quindi, dalla responsabilità penale, c’erano i motivi per allontanare o sospendere questo soggetto. Non esiste nessun complotto nei suoi confronti. Ci auguriamo che la Chiesa prenda dei provvedimenti. Padre Graziano frequentava anche prostitute. Pensiamo al fatto che la Chiesa impedisce e si discute se permettere ai divorziati di prendere la Comunione. Mantenere nei propri ranghi un soggetto che ha dimostrato questa bassezza morale non credo sia giusto e da esempio”.

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La Chiesa non ha infatti preso una posizione al riguardo, nemmeno di fronte alle evidenze emerse in fase di indagine, che hanno messo in luce una condotta libertina, e non di certo consona ad un religioso, che prescinde dal coinvolgimento di padre Gratien nel delitto di Guerrina Piscaglia, con la quale il prete congolese avrebbe avuto una relazione intima: “È mancata una pressione positiva nel momento in cui padre Graziano è stato coinvolto nella vicenda. La Chiesa lo ha protetto, tenendolo in una situazione di grande considerazione. Questo atteggiamento non è piaciuto ai familiari. Addirittura sono state trovate tracce di liquido seminale di padre Graziano su un divano, il quale ha giustificato la cosa in maniera bizzarra: diceva di avere una disfunzione legata alla sfera sessuale, ovvero perde involontariamente liquido seminale”.

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