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Caso Ragusa, Chi l’ha visto?: il passo falso di Antonio Logli dopo una puntata del programma

Il servizio di Paola Grauso, inviata di Chi l’ha visto?, la trasmissione di Rai 3 condotta da Federica Sciarelli ha messo in scacco Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa nonché indagato principale per la scomparsa della donna? A quanto pare gli inquirenti pensano che all’interno del caso Ragusa, Chi l’ha visto? abbia un ruolo importante perché dopo la messa in onda di una particolare puntata Logli ha compiuto un paio di passi falsi.

caso Ragusa

Questa sera, nella diretta del programma, Federica Sciarelli, tramite nuovi servizi di Paola Grauso, ha spiegato le ultime novità riguardanti il caso annunciando in primis che attualmente nel fascicolo delle indagini sulla scomparsa di Roberta Ragusa ci sono ancora tre indagati, ma per il padre di Antonio Logli e per Sara Calzolaio, amante dell’uomo, potrebbe essere chiesta l’archiviazione, mentre su Logli si continua ad andare avanti. La giornalista e conduttrice ha lasciato poi la parola alla collega che riproponendo ai telespettatori parte del servizio andato in onda il 23 gennaio 2013, un servizio in cui Chi l’ha visto? aveva ricostruito tramite alcuni disegni le dichiarazioni dell’allora testimone anonimo che poi si rivelerà essere Loris Gozi.

Perché proprio quel servizio? Perché quello è talmente importante che è diventato una prova documentale. Dopo aver visto la trasmissione, infatti, Antonio Logli ha fatto, secondo gli inquirenti, un paio di errori imperdonabili. L’uomo, infatti, venerdì 25 gennaio, ha chiamato  Sara e nella conversazione parlando della trasmissione di Rai 3 si è riferito alle illustrazioni del racconto del testimone dicendo: “il cartone animato di Chi l’ha visto?” ed aggiungendo: “hanno fatto vedere la C3 grigia dove mi hanno riconosciuto a me…”.  Secondo gli inquirenti il plurale usato è il primo passo falso o il primo lapsus perché solo lui può sapere che è stato visto da due persone, Gozi e la moglie,  solo Logli cioè in quel momento può sapere che i testimoni sono due e non uno.

Poco dopo nella stessa telefonata, sempre secondo gli inquirenti, Logli si accorge di aver fatto forse un passo falso e di aver detto troppo e cerca di confondere le acque arrivando solo a confondere anche Sara fino al terzo passo falso. Con la pulce nell’orecchio dopo i disegni visti, infatti, Logli compie, mentre viene intercettato all’interno della sua stessa auto, una ispezione con un suo collaboratore al quale chiede cosa veda effettivamente nella macchina che sfreccia accanto a loro.

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