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Caso Rea: Salvatore Parolisi trasferito in un ‘comodo’ carcere militare con teatro

Accolta la richiesta che i legali di Salvatore Parolisi, Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, avevano inoltrato al Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria (Dap): l’ex caporalmaggiore dell’esercito nei giorni scorsi è stato trasferito dalla casa circondariale di Teramo, dove era detenuto, al comodo carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, sorvegliato da oltre 250 militari suoi ex colleghi.

La notizia è stata divulgata da qualche giorno e sta già facendo discutere, viste le speciali condizioni di detenzione cui ha avuto diritto l’ex militare in virtù di un decreto legislativo del 2010, nonostante sia stato riconosciuto colpevole del brutale assassinio della giovane moglie, Melania Rea, e condannato in via definita a 20 anni di reclusione dopo che la Corte d’Assise d’Appello di Perugia ha ricalcolato la sua pena, in seguito all’esclusione dell’aggravante della crudeltà decisa dalla Cassazione.

Sì, perché il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere è una struttura che può ospitare solo 200 detenuti e rappresenta un’eccezione, in quanto l’unico carcere non sovraffollato in Italia dove i detenuti hanno la possibilità di pranzare nella stessa mensa scegliendo un menu variegato, possono giocare a calcio in un campo regolamentare e usufruire di un’area verde quando ricevono le visite di figli e parenti. Non solo, come anche riportato dal settimanale Giallo, Parolisi avrà la possibilità di studiare teatro: la struttura offre infatti ai detenuti delle opportunità di svago quali corsi di pittura, pet therapy e cucina.  

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