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Caso Sarah Scazzi, Ivano Russo: chi sono i supertestimoni che lo inguaiano

In attesa che la Cassazione si pronunci definitivamente sulla condanna all’ergastolo si Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, giudicate anche in secondo grado colpevoli dell’omicidio di Sarah Scazzi, avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010, un nuovo procedimento giudiziario sul caso sta per iniziare.

Alla sbarra, insieme ad altre 11 persone accusate di false attestazioni ai magistrati al fine di depistare le indagini, anche Ivano Russo, di cui Sabrina Misseri e la povera vittima erano invaghite, considerato dai giudici il ‘movente’ del delitto. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 1° giugno, sulla base delle accuse formulate dai procuratori Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, titolari dell’inchiesta.

Per i magistrati Ivano avrebbe mentito, sminuendo il suo legame con Sabrina, al fine di scagionarla. La sua posizione sarebbe fortemente compromessa, alla luce di quanto riferito da diversi supertestimoni che smantellerebbero il suo alibi per la fascia oraria in cui avvenne il delitto. Ivano Russo disse di essere rimasto tutto il giorno in casa il 26 agosto 2010, di avere dormito per tutto il pomeriggio, apprendendo ciò che era successo a Sarah dai messaggi di Sabrina, ma solo alle 17, dopo aver recuperato il suo cellulare dimenticato in macchina. Una menzogna per gli inquirenti: la madre di Ivano, Elena Baldari – che lui cercò di indottrinare prima che andasse a testimoniare (“Devi dire che a quell’ora stavo dormendo”) – lo avrebbe infatti contraddetto riferendo che quel pomeriggio il cellulare di suo figlio era in casa e squillava continuamente.

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Varie testimonianze seppur tardive, in primis quella della ex compagna di Ivano e madre di suo figlio, con la quale ora è ai ferri corti, avrebbero inoltre permesso di appurare che all’ora di pranzo di quel giorno maledetto, in casa Misseri (luogo del delitto) con Sabrina e Sarah ci fosse anche Ivano Russo. Presunto testimone della lite furiosa tra cugine, Russo si sarebbe poi defilato: un testimone ha infatti riferito di aver visto un’auto simile alla sua ripartire dalla villetta di via Deledda ad Avetrana proprio alle 14, fascia oraria del delitto.

Ivano Russo avrebbe dunque mentito. Perché? C’è forse qualcos’altro che sa e non ha detto? Di questo dovrà rendere conto qualora venisse processato, e dal nuovo dibattimento potrebbe emergere una nuova verità sul delitto Scazzi, un nuovo scenario del delitto.

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