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Caso Sarri anche a Sanremo: ma la sentenza è opposta

Il caso Sarri, scoppiato al termine del quarto di finale di Coppa Italia Napoli Inter a causa delle accuse rivolte dall’allenatore partenopeo a Roberto Mancini, ha aperto il dibattito sugli insulti in campo. A poche ore dalla sentenza del Giudice Sportivo Giampaolo Tosel che ha inflitto una lieve squalifica di due giornate a Maurizio Sarri (da scontare in gare di Coppa), è scoppiato un altro caso molto simile nel mondo del calcio.

A Sanremo, durante la partita Unione Sanremo – Rapallo terminata con il punteggio di 1-1 valida per il campionato di Eccellenza, il Giudice Sportivo ha punito la squadra di casa con un punto di penalizzazione in classifica a causa dei volgari insulti lanciati a indirizzo della guardalinee. A differenza del Giudice Sportivo Tosel, secondo il quale, Sarri non ha discriminato sessualmente Mancini, in quanto “notoriamente non omosessuale” la giudice ligure la pensa diversamente.

Quando un insulto riguarda la sfera sessuale – si legge nelle motivazioni della sentenza – di una persona si parla di discriminazione. I sostenitori dell’Unione Sanremo, più volte nel corso della partita, hanno proferito espressioni gravemente ingiuriose all’indirizzo dell’assistente di gara costituenti discriminazione sessuale. Condotta particolarmente grave a causa della reiterazione degli insulti.” 

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