in ,

Caso Shalabayeva: si dimette il prefetto Giuseppe Procaccini

Dopo le numerose polemiche proprio per il ruolo avuto da lui nella gestione del caso Shalabayeva, Procaccini, ha presentato una lettera al ministro Alfano, dove spiega i motivi per cui lascia l’incarico. Sarà lo stesso Angelino Alfano a specificare il resto della vicenda, alle ore 18 al Senato.

Oltre a lui, anche altre cariche politiche sono a rischio: il segretario del dipartimento di sicurezza, Alessandro Valeri; il capo della polizia pro tempore, Alessandro Marangoni.

Secondo il legale di Shalabayeva, avvocato Riccardo Olivo: C’erano elementi per sapere“. “In questa vicenda c’è stata una violazione evidente dei diritti umani e non mi pare neppure del tutto esatto quel che si dice nel decreto di revoca dell’espulsione, cioè che non si sapessero certe cose: chi operava aveva gli elementi per sapere chi fosse Alma Shalabayeva“. Il legale quindi, spiega che l’audizione, seguito di una precedente convocazione da parte della Commissione, è stata indetta: “su richiesta di alcuni componenti della Commissione stessa e in particolare esponenti del Pdl, che nel precedente incontro non hanno potuto fare tutte le domande che ritenevano necessarie e hanno chiesto una nuova convocazione per approfondimenti e ulteriori quesiti“.
furto bici


Da voci di corridoio, senza essere smentite, si apprende che il prefetto avrebbe ricostruito le fasi della vicenda Shalabayeva con una minuziosa cronologia dei fatti. Ma l’intera vicenda forse, non si è affatto conclusa, è ciò che emerge dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”: Non è detto però che l’uscita di Procaccini dal gabinetto del Viminale sia un punto a favore di Alfano. Perchè è vero che fu il prefetto – nella gerarchia, è il più in alto al ministero dell’Interno – a ricevere l’ambasciatore del Kazakistan in Italia, che sollecitava la cattura di Muktarr Ablyazov in quanto latitante ricercato da Interpol con mandato di cattura internazionale. Ma Procaccini, che sembra inverosimile non abbia informato il ministro Alfano dell’incontro con il diplomatico, trasmette poi la questione, com’è naturale, al Dipartimento di Pubblica sicurezza. E la vicenda, fino al rimpatrio della moglie e della figlia del dissidente kazako, rientra nella competenza della Polizia di Stato, con tutti gli obblighi informativi legati alla sua gerarchia. Stimato in modo bipartisan e apprezzato al Quirinale, il capo di gabinetto uscente del ministro dell’Interno è un nome molto pesante nello Stato. La sua uscita non sarà senza conseguenze e ora resta da vedere quali altri alti livelli del ministero dell’Interno, a questo punto quelli del Dipartimento di Ps, dovranno o sceglieranno di uscire di scena.

Calcio malato

Il successo dei pronostici di Eroe Live

masterchef

Bruno Barbieri: da MasterChef ad un ristorante vecchio stile nella sua Bologna