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Caso Stefano Cucchi, un agente assolto: “Nessun pugno, i segni negli occhi causati da malattia”

Emergono alcuni dettagli sul caso Cucchi e la sentenza d’appello che ha assolto tutti gli imputati per insufficienza di prove. La Corte d’Appello di Roma ieri ha infatti prosciolto sei medici, tre infermieri e tre agenti accusati di avere provocato la morte in carcere in carcere del giovane, per abbandono e percosse.Ilaria Cucchi processo d'Appello

Ieri, uno dei medici assolti, Aldo Fierro, primario di Medicina 1 dell’ospedale romano Sandro Pertini, ha commentato la sentenza “giusta”, ribadendo la sua innocenza. “Non sono contento e non sono arrabbiato. Resto angustiato, è stata una vicenda distruttiva e nella vita non si torna indietro”– ha detto il medico, assolto dall’accusa infamante di avere “ammazzato un ragazzo”, per negligenza, incuria e irresponsabilità.

In merito agli ematomi che Stefano Cucchi aveva su tutto il corpo, e alle macchie intorno agli occhi, uno degli agenti assolti li ha giustificati parlando di “malattia” e non percosse sul giovane: “Dopo 25 anni di servizio posso riconoscere segni di pugni e quei segni sotto gli occhi di Stefano Cucchi sembravano segni di una malattia e non certo di pugni”. A parlare è Nicola Minichini, che ha aggiunto: “Camminava da solo, a parte la magrezza, nulla faceva pensare che non potesse stare in carcere. Fui io a chiamare il medico per far visitare Cucchi”.

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