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Caso Whirlpool Napoli, la Fiom Cgil: “Il governo deve far rispettare il piano industriale”

«Il governo deve far rispettare il piano industriale, non si può far prendere a schiaffi così. Di Maio? Gli ricordo che non prendere per il culo il governo italiano significa non solo non chiudere quello stabilimento, ma continuare a fare in modo che sia uno stabilimento di Whirlpool che fa lavatrici». Non usa mezzi termini Francesca ReDavid, segretaria del sindacato dei metalmeccanici Fiom Cgil, intervenuta ai microfoni di Radio Cusano Campus per parlare della vicenda dello stabilimento Whirlpool di Napoli.

Caso Whirlpool Napoli, ReDavid: «Vicenda inverosimile»

«E’ inverosimile quello che è successo – ha dichiarato ReDavid alla radio romana – La decisione è stata presa dalla multinazionale americana sulla base di questioni generali che riguardano l’andamento della azienda, una fusione con la Indesit non fatta al meglio. Una decisione che dimostra una totale indifferenza e che dimostra come in questi ultimi decenni in Italia le multinazionali vanno e vengono a loro piacimento, usufruendo degli ammortizzatori sociali che ci sono nel nostro Paese. Non è vero che ci sono vincoli. Significa che c’è un disimpegno di queste aziende in Italia. Ci sono 420 posti di lavoro dentro Whirlpool e l’indotto riguarda altre mille persone. Penso che il governo debba far rispettare il piano industriale, non si può far prendere a schiaffi così».

«Il governo s’impegni perché a Napoli si continui a produrre lavatrici»

Di Maio ha detto ‘Whirlpool non può prendere per il culo lo Stato’. «Il governo non può dire altrimenti – sottolinea la segretaria Fiom Cgil – Vorrei solo dire al ministro che non prendere per il culo il governo italiano significa non solo non chiudere quello stabilimento, ma continuare a fare in modo che sia uno stabilimento di Whirlpool che fa lavatrici, non si può trasformarlo in qualcos’altro, in uno stabilimento che produce scassoni. Bisognerebbe cominciare a fare politiche industriali e a far rispettare i vincoli, solo in Italia succede questo, per andare via dalla Spagna ci vogliono dieci anni. Per non parlare di Francia e Germania. Speriamo che Di Maio mantenga la sua parola, sicuramente noi continueremo a scioperare e a combattere affinché lo stabilimento non venga chiuso». Tutte le notizie di Politica Italiana

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